A ciascuno il suo. Le colpe dei padri….

  

A ciascuno il suo

 

Vaccini: le colpe dei padri

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Le onnipresenti fiction televisive di-a-da-in-con-su-per-tra-fra Mafia ci hanno abituato alla punizione trasversale: il boss fa lo “sgarro” e chi viene colpito è il “picciotto”, a volte addirittura il figlio del boss. Inquietanti analogie si riscontrano nella vicenda delle sanzioni per gli inadempienti alle vaccinazioni obbligatorie. Facciamo parte della generazione di genitori che hanno sottoposto i figli al vaccino “trivalente”, su suggerimento del pediatra, tra l’altro ottimo omeopata.

Non possiamo sapere l’opinione dello stesso sull’attuale “decavalente”. Ma in ogni caso l’azione di prevenzione deve essere mediata dal pediatra di famiglia, che deve dar frutto alla fiducia in lui riposta e invitare i genitori dei pazienti alla copertura vaccinale. Le sanzioni previste sono forse indispensabili, ma colpiscono i bambini incolpevoli.

La nostra splendida Costituzione ci indica la strada. Se all’art. 32 recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo…” la stessa risponde all’art. 34 che: ”La scuola è aperta a tutti.” Per cui, nel caso dei bambini non vaccinati, ci troviamo di fronte ad un bivio tra due diritti letteralmente fondamentali. Stante la volontà sanzionatoria che si intende portare ai “renitenti al vaccino” dobbiamo fare appello all’art. 27 della stessa Carta: “La responsabilità penale è personale”.

Ciò a prescindere della pena prevista. Ecco un aspetto che pare sia stato sottovalutato da politici, governanti, medici e giornalisti. Lo stato, anziché colpire i genitori indisciplinati, nega il diritto alla scuola ai loro figli. Una logica “trasversale” degna delle peggiori fiction televisive. Ecco che, se sanzione deve essere, lo sia per i genitori, anche perché il contagio può avvenire anche fuori dalle scuole, ciò per i bambini che, per patologie, non possono essere vaccinati. Si propone una sanzione che segue anche il dettato costituzionale dell’art 53: una sanzione pecuniaria proporzionale al reddito dei genitori. Una volta tanto, in Italia, possiamo omaggiare Sciascia: A ciascuno il suo.

Autore: Francesco Nicolosi Fazio

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