Un lettore ci scrive. Ecologia e Città incenerite…”Rifiutamole!”

  

Ecologia a pezzi

Riceviamo  e diffondiamo questa missiva inviataci da un nostro assiduo lettore ed operatore teatrale….

CLAUDIO – Amleto, conosci la trama, non c’è niente di offensivo?

AMLETO – No, no, fanno per scherzo, avvelenano per scherzo. Ma che importa, sua maestà e noi tutti abbiamo la coscienza pulita, la cosa non ci tocca.

CLAUDIO – E come si chiama l’opera?

AMLETO – La trappola per topi.

°°°

Sabato 7 luglio 2018 a Colleferro (Roma) si terrà una nuova manifestazione per scongiurare la possibile riapertura dei due impianti di incenerimento della città, attualmente chiusi, e della discarica di Colle Fagiolara.

I due impianti di incenerimento di Colleferro sono stati realizzati nel 1999 nonostante il parere negativo della Asl Rm G, a ridosso del centro abitato e in una zona contaminata da sostanze tossiche che dovrebbe essere soggetta a bonifica (contaminazione da Beta-HCH e idrocarburi per via della quale Colleferro e la Valle del Sacco sono stati inclusi tra i Siti di Interesse Nazionale), e sono stati sequestrati nel 2009 per smaltimento illecito di sostanze tossiche.

Da due anni gli impianti sono fermi, e nella città di Colleferro è partita nel mentre una raccolta differenziata porta a porta che nel primo mese ha raggiunto quota 70%. Nonostante ciò lo scorso anno, in virtù dell’art. 35 del decreto Sblocca Italia che prevedeva il Revamping (potenziamento) degli impianti di incenerimento presenti in Italia, la Regione Lazio in accordo con il Comune di Roma, mancando entrambi da circa due anni di un piano dei rifiuti adeguato e sostenibile, avevano optato per la riapertura degli impianti di Colleferro.

Già nel luglio dello scorso anno oltre seimila persone della Valle del Sacco hanno dato vita a una protesta pacifica, in seguito alla quale è sorto spontaneamente a Colleferro unmovimento ambientalista apartitico chiamato Rifiutiamoli, che ha dato vita a un presidio permanente presso il quartiere di Colleferro Scalo, dove sono ubicati gli inceneritori.In circa 7 mesi di presidio sono stati fermati quattro camion diretti agli impianti per il Revamping e i lavori sono stati bloccati.

Nel mentre la stessa Regione ha messo all’asta le proprie quote azionarie della ditta fallimentare di Lazio Ambiente, che gestiva gli impianti di Colleferro, e prorogato la scadenza del bando sino al 13 luglio.

Inoltre, non disponendo appunto di un piano rifiuti, in seguito all’ennesima emergenza della Capitale, l’amministrazione regionale ha deciso di fornire uno sbocco ai residui dei TMB di Roma, riaprendo le discariche di Fosso Crepacuore a Civitavecchia e di Colle Fagiolara a Colleferro.

L’uso di Colle Fagiolara come discarica di servizio per i TMB contrasta totalmente con la decisione della stessa regione di chiuderla entro il 2019 e materialmente con un piano industriale della sua chiusura, il quale purtroppo non ha ancora visto la luce.

La gestione del ciclo dei rifiuti in regione, in particolare nella città di Roma resta drammatica. È necessario affrontare questa situazione. La condizione prima per affrontarla e superare discariche e inceneritori è una mobilitazione straordinaria per lo sviluppo della raccolta differenziata, in ogni quartiere e paese della regione, ma di questa a ora non c’è traccia.La partecipazione dei cittadini, delle amministrazioni, delle comunità locali è necessaria affinché l’amministrazione regionale giunga in tempi brevi alla realizzazione della raccolta differenziata, alla costruzione di quegli impianti capaci di recuperare tutti quei materiali -spesso preziosi- che oggi vanno persi nell’incenerimento e in discarica.

La manifestazione del 7 luglio quindi non fa appello alla paura, che pure permane e forte nei cittadini, di essere invasi dai rifiuti di Roma e del resto della regione, ma alla consapevolezza acquisita sulla situazione reale e sulle possibilità ed opportunità altrettanto reali di un cambiamento radicale. Fa appello alla volontà determinata di difendere territorio, ambiente e salute ed imporre una svolta a tutta la regione, capace di creare anche nuove e migliori opportunità di lavoro.

È un messaggio chiaro rivolto agli eventuali acquirenti degli inceneritori, e a chi volesse accaparrarsi l’uso della discarica di Colle Fagiolara: si dovrà confrontare con movimento esteso, trasversale, partecipato, determinato e consapevole, che il 7 luglio tornerà in strada con una parola d’ordine semplice e inequivocabile.

Autore: Redazionale

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