Di ruspa e di governo. Citazioni letterarie a sproposito (diamine… prof. Conte!)

  

Di ruspa e di governo*

Citazioni letterarie a sproposito (da Dostojevskij all’Ibm)

Mi dispiace..l’attacco alla memoria del Presidente…di un suo congiunto morto tragicamente…non ricordo (Giuseppe Conte, discorso di insediamento in Parlamento)

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Ci mancavano solo queste, prof. Conte…Alla fine Putin sarà contento due volte, per la dichiarazione di Conte sulle sanzioni e per la citazione insieme di Dostojevskij e di Pushkin, anzi del testo del primo che commemora nel 1880 il secondo. Fatta dal neo-presidente del Consiglio, pare di capire, per trovare radicamento passional-teorico al suo «populismo». Nella Russia novecentesca. Quando i narodniki oppositori dello strapotere degli zar si sentivano – ecco il richiamo di Pushkin – «stranieri in patria».

Con la figura letteraria più radicale di tutti: il protagonista di «Delitto e castigo», lo studente povero, già senza «reddito di cittadinanza», Raskolnikov. Arriva al delitto e si macera nella colpa e senza riscatto. Dunque la Russia pre-rivoluzionaria come riferimento. E pensare che quando il M5S cominciò ad affermarsi nelle elezioni, qualcuno parlò di «pope Gapone».

Ma tanta radicalità dove va a parare? Se poi nella sua presentazione-proclama sconfina dentro altre citazioni di ben diverso spessore fino al delirio dell’ovvietà?

Giuseppe Conte infatti dall’elogio del populismo, passa al filosofo Hans Jonas e ai sociologi Ulrick Beck e Philip Kotler. Allora ecco che per perseguire i bisogni reali dei cittadini la politica «non deve perdere il «principio responsabilità» come dice Jonas; e poi in economia, riprendendo Ulrick Beck, va tenuto presente il vero pericolo, «la minaccia di non invasione da parte degli investitori, oppure la loro partenza»; infine sulla vicenda fiscale, «le grandi società, che operano nello spazio transazionale, riescono a nascondere le loro ricchezze …, mentre le piccole aziende e i piccoli contribuenti rimangono schiacciati da un’elevata pressione fiscale» ecco che ha ragione Kotler: «occorre ripensare il capitalismo».

Ohibò. Ripensare il capitalismo? Vi aspettavate Rifkin, Krugman, il grande Keynes. No per ripensare il capitalismo – mai che si parli di rapporti di produzione o di rapporti di proprietà – va citato un «guru del management», dice il Financial Times. Un «teorico» che, con la sua società di consulenza, il Kotler Marketing Group (KMG), ha collaborato con Ibm, General Electric, AT&T, Honeywell, Bank of America, Merck e Motorola. Dunque il «capitalismo ripensato» è questione di manager.

-ps  …e per gradire. Sempre in Parlamento, a microfono spento ma traditore…..Conte “Posso dirlo?” Di Maio “No, no” (retropensiero “fammi prima consultare Casaleggio”)…Grazia di Stato

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*Articolo redatto da Tommaso Di Francesco, poeta, scrittore e condirettore de “Il Manifesto”, che ringraziamo

Autore: Redazionale

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