“L’ultima estate del sogno americano. Bob Kennedy, la terza vittima della Grande Congiura”

  

“L’ultima estate del sogno americano. Bob Kennedy, la terza vittima della Grande Congiura”, un incontro ideato e condotto da Ugo G. Caruso nel cinquantenario dell’attentato di Los Angeles.

L’evento in programma a Roma, ad ‘Altrevie’ (Via Caffaro, 10) mercoledì 6 giugno alle ore 21, sarà introdotto da Francesco Castracane e si avvarrà di materiali audiovisivi originali e di fiction.

Nella ricorrenza esatta del cinquantenario dell’attentato mortale a Bob Kennedy la sera del 5 giugno 1968 (6 per l’ora italiana) nelle cucine dell’Hotel Ambassador di Los Angeles, un accadimento tragico che cambiò le sorti dell’America e del mondo intero, l’associazione culturale “Altrevie” (Via Caffaro, 10), ha in programma un evento speciale per la chiusura della sua stagione prima della pausa estiva.
Per il ciclo “Il samovar di Ugo G. Caruso” è infatti previsto per mercoledì 6 giugno alle ore 21 un incontro sul tema “L’ultima estate del sogno americano. Bob Kennedy, la terza vittima della grande congiura” che sarà introdotto da Francesco Castracane, nelle vesti del padrone di casa.

Storico di formazione ma soprattutto da sempre appassionato americanista attratto principalmente dal ventennio che intercorre dal dopoguerra al Watergate, Ugo G. Caruso che in passato ha dedicato molte iniziative al complotto contro John F. Kennedy e alle pagine più oscure della storia italiana recente, in apertura tratteggerà brevemente la figura di Robert F. Kennedy, luminosa e controversa insieme, non fosse che per la dinastia di cui è forse, per tanti versi, l’esponente più caratteristico.

Una sorta di profeta della nazione capace di saldare le istanze della protesta giovanile, dei movimenti pacifisti, degli afroamericani e delle altre minoranze sfruttate o discriminate con l’universo borghese liberal e la tradizione progressista operaia. Sempre sorretto da un idealismo bruciante ma guidato anche da una determinazione ferrea e talvolta senza scrupoli, soprattutto all’inizio della sua carriera vissuta all’ombra del fratello maggiore. Nel corso della serata, Caruso illustrerà per larghe linee il contesto storico che vide Bob Kennedy candidato alle primarie del Partito Democratico, un periodo contrassegnato da grande fermenti come da forti tensioni nella società americana per le proteste contro la guerra del Vietnam, i conflitti razziali inaspriti ulteriormente dall’assassinio di Martin Luther King e infine la rinuncia di uno sfibrato Lyndon Johnson al secondo mandato. Ma il centro dell’incontro sarà dedicato all’attentato che privò il Partito Democratico, la left e tutto il mondo liberal americano di un leader popolare e carismatico come Bob Kennedy favorendo la vittoria di Nixon e dei repubblicani e il periodo di marcata restaurazione che seguì.

Come per l’omicidio del fratello John ucciso nel 1963 a Dallas e del leader del movimento per i diritti civili degli afroamericani, Martin Luther King, ucciso solo due mesi prima a Memphis, anche le conclusioni dell’inchiesta svolta dalle autorità giudiziarie di Los Angeles che ancora una volta individuarono un solo colpevole, il solito “folle solitario”, stavolta il siriano Sirhan Sirhan, non convinsero affatto. Troppe le negligenze, le omissioni, le contraddizioni, le forzature. Avvalendosi dei risultati di recenti ricerche balistiche, del recupero di testimonianze non registrate e di materiali audiovisivi originali, oltre che dell’interessante documentario “L’altra Dallas” realizzato da Massimo Mazzucco nel 2008, Caruso confuterà punto per punto la versione ufficiale consegnataci mezzo secolo fa e pur scartando a priori le tesi più effettistiche di certa letteratura sensazionalistica, mostrerà le significative analogie e le impressionanti preconizzazioni dell’attentato di Los Angeles presenti in alcuni importanti titoli del cinema americano più impegnato degli anni settanta. Infine, alla luce dei vari materiali presentati e delle conclusioni che questi suggeriscono, il relatore formulerà un’ipotesi tanto sconcertante quanto rigorosa. Da non perdere, la serata dell’anno.

 

Autore: Redazionale

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