Se ne va anche Philip Roth. La carne, la morte…e la critica agli eccessi del ‘politically correct’

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Se ne va anche Philip Roth. La carne, la morte…e la critica agli eccessi del ‘politically correct’

Philip Roth (Newark, New Jersey, 1933 – New York 2018) si è spento all’età di 85 anni per insufficienza cardiaca. Eterno candidato al Premio Nobel, ha scritto alcuni grandi romanzi come, per esempio, ‘La macchia umana’ e ‘Pastorale americana’ partendo dalle sue radici culturali.

Enfant terrible della narrativa ebraico-americana, Roth ha mantenuto un suo ruolo di coscienza critica nell’ambito di questo filone letterario e, più in generale, della letteratura americana contemporanea, estendendo la sua satira corrosiva e dissacrante dalla comunità di origine all’intera società statunitense (vecchia nel suo anelito morboso e insensato alla purezza), per giungere a opere connotate da elementi autobiografici e da una forte componente autoriflessiva.

Cresciuto in una famiglia ebraica della piccola borghesia, fu studente brillante; conseguita la laurea in letteratura inglese, insegnò per breve periodo presso l’università di Chicago. Nel 1959, abbandonata la carriera universitaria, esordì con Goodbye, Columbus (trad. it. 1960), volume di racconti ambientati in una comunità ebraica contemporanea in cui affiorano segni di decadimento. Sullo stesso sfondo si muovono i personaggi dei successivi romanzi, Letting go (1962; trad. it. 1965) e When she was good (1966; trad. it. 1970), opere interlocutorie che preludono al grande successo di Portnoy’s complaint (1969; trad. it. 1970), commedia dissacrante e grottesca che gli alienò per lungo tempo le simpatie della comunità d’origine.

Dopo aver allargato la sua corrosiva satira ad altri aspetti della società statunitense (Our gang, 1971, trad. it. Cosa bianca nostra, 1972; The breast, 1972, trad. it. 1973; The great American novel, 1974, trad. it. 1982; My life as a man, 1974, trad. it. 1976), a partire da The professor of desire (1977; trad. it. 1978) R. ha spostato progressivamente la sua attenzione sulla figura dello scrittore contemporaneo e sulle sue disillusioni, ponendola al centro di una saga caratterizzata da spunti autobiografici ed elementi di autoriflessione: The ghost writer (1979; trad. it. 1980); Zuckerman unbound (1981; trad. it. 1981); The anatomy lesson (1983; trad. it. 1986); The Prague orgy (1985; trad. it. 1987); The counterlife (1987; trad. it. 1988); The facts: a novelist autobiography (1989; trad. it. 1989); Operation Shyloch: a confession (1993; trad. it. 1993); American pastoral (1997; trad. it. 1999), per il quale ha vinto il premio Pulitzer nel 1998; I married a communist (1998; trad. it. 2002); The human stain (2001; trad. it. 2003); The plot against America (2004; trad. it. 2005); Everyman (2006; trad. it. 2007); Exit ghost (2007, trad. it. 2008).

Tra le sue opere più recenti occorre ancora citare: Indignation (2008; trad. it. 2009), vicenda di disperazione e inesperienza ambientata al tempo della guerra di Corea, che ha suscitato pareri discordi tra i critici; The humbling (2009; trad. it. 2010), in cui torna a indagare i nodi problematici dell’esistenza; Nemesis (2010; trad. it. 2011), romanzo che si svolge negli anni Quaranta del Novecento durante una epidemia di poliomielite. Nel 2011 è stato insignito del prestigioso Man booker international prize. Nel 2012 Roth con una lettera al New Yorker ha contestato la voce scritta su di lui presente nell’enciclopedia libera Wikipedia in cui veniva identificato con lo scrittore Anatole Broyard il personaggio di The human stain, mentre lo scrittore sostiene di essersi ispirato a una vicenda negativa successa al suo amico sociologo M. Tumin. Roth ha polemizzato con Wikipedia soprattutto perché la voce non è stata corretta nonostante la sua richiesta; l’enciclopedia on-line ha modificato la voce solo dopo l’uscita dell’articolo sul New Yorker. L’autore statunitense, che nel 2012 ha annunciato il suo addio alla narrativa, ha pubblicato nel 2017 il volume Why write?, che compendia tutta la sua produzione saggistica; nello stesso anno è stato edito in Italia sotto il titolo Romanzi 1959-1986 il primo di tre volumi dedicati ai suoi testi narrativi.

 

Autore: Redazionale

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