Dal 22 al 31 maggio, al Teatro Tordinona di Roma, 17a edizione della rassegna “Schegge d’autore”

  

Snad e Teatro Tordinona presentano

 “Schegge d’Autore” 

Festival della Drammaturgia Italiana – XVII Edizione

Rassegna di corti teatrali, monologhi e atti unici

dal 22 al 31 maggio.

 II Edizione del premio Luce sul proscenio per Under 35.

Schegge D’Autore XVII Festival

della Drammaturgia Italiana

Direttore Artistico Renato Giordano

Edizione 2018.  22 – 31 maggio Teatro Tordinona Sala Pirandello 

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Anche in questo XVII Festival di corti teatrali prosegue  – come nelle trascorse edizioni –  l’artisticità contemporanea che ben contraddistingue l’identità professionale di un nutrito gruppo di ben 16 autori teatrali presenti con i loro “stringati” atti unici.  Elaborano, con i loro “saperi”, le peculiarità delle loro drammaturgie a dir poco inusitate per varietà, ricchezza espressiva, finalizzate ad indagare lo stato di frammentarietà dell’esistente come dato su cui misurarsi.

Tra questi autori c’è molto impegno a riconsiderare la scrittura teatrale non solo come facoltà poetica “autoreferente”, ma soprattutto come fondamento scritturale d’alto livello professionale, inteso come “progetto d’autore” dal quale iniziare a costruire l’allestimento teatrale costituito da un insieme di elementi testuali di linguaggi verbali: “il testo” corredato con i linguaggi scenici “extra testuali” riassumibili nel dinamismo interattivo che lega le “ragioni del testo” con le “ ragioni della spettacolarità”.

Abbiamo chiesto a Renato Giordano, direttore artistico della rassegna, di elencarci le linee guida di questa  importante Festival di drammaturgia che negli anni è servito a forgiare dei nuovi autori che possiamo  ben definire la “generazione di Schegge”.

R “ Schegge d’autore 2018 è arrivato alla diciassettesima edizione!. Auguri! E’ storicamente il Festival dedicato alla drammaturgia italiana più longevo del nostro Paese. Quello che “ha resistito” per più anni. Può sembrare un miracolo ma in realtà non lo è, perché Schegge non nasce da una volontà “politica” di supporto ad una manifestazione culturale, che si sa in Italia è difficile abbia lunga vita, ma dalla volontà degli autori iscritti allo SNAD di fare vetrina e palestra, di vedersi rappresentati. E lo SNAD è stato affiancato in quasi tutti gli anni di vita di Schegge dal Fondo PSMSAD, da alcuni anni transitato nell’ INPS, che dopo un periodo con attività rallentata dovuto a motivi organizzativi, ha ripreso a funzionare a pieno regime.

 E gli artisti delle 4 arti creative che furono i fondatori dell’ex Ente, cioè gli autori drammatici, i pittori-scultori, gli scrittori e i musicisti, sperano fortemente che il Fondo, copra il buco dovuto alla chiusura di quasi tutte le istituzioni che supportavano la creatività artistica in Italia.

Se si va a controllare chi ha partecipato a Schegge dalla prima edizione ad oggi noi possiamo dire che quasi tutti gli artisti nuovi e interessanti del nostro panorama teatrale e culturale hanno iniziato o sono passati sul palcoscenico della manifestazione. E più di questo non si può chiedere ad una rassegna che vuole essere di tendenza. Così come si deve a Schegge il rilancio e lo sviluppo, un vero e proprio boom, avuto negli ultimi anni da parte del corto teatrale. Genere nato in Italia e che a seguito della nostra manifestazione ha visto un proliferare di eventi ..alle volte dei veri e propri cloni”

Anche quest’anno continua la consuetudine di segnalare un testo internazionale, vincitore di una selezione tra moltissimi autori stranieri. Continua la collaborazione con la Fondazione “Favi Annita” (Premio Luce sul Proscenio) Onlus per premiare e mettere in scena tre atti unici di Autore Under 35 iscritti allo SNAD. Buona Visione.” (il Direttore Artistico Segretario Generale SNAD Renato Giordano)

D. In calendario, tra i debutti,  abbiamo visto anche un suo nuovo lavoro “Pulcinella e la notte stellata”, sua scrittura, regia e interpretazione, insieme a Maria Elena Pepi ( contralto)  e anche il brano musicale Serenata a Pulcinella è stato scritto da Lei  e Vito Ranucci. La Maschera di Pulcinella diabetico ben si presta al suo Metodo “Theatrical Based Medicine” –  come da Testimonianze dal Convegno Nazionale AMD, Napoli 2017);  è la “fame bulimica” di Pulcinella come metafora fisiologica, una fame atavica, una fame disperata, con il variegato caleidoscopio dei disturbi del comportamento alimentare che ha compromesso l’ego in  una stretta equivalenza simbolica e interscambialità del cibo con il sesso. Pulcinella diabetico popolano  e scansafatiche, dopo una serata passata a bere e a mangiare maccheroni in osteria, in piena notte, –  per la necessità di riempire anche un vuoto affettivo – come un navigato dongiovanni decide di andare sotto le finestre della sua Colombina a farle una serenata, e dirle quanto è bella, bona, gustosa. Ma…il cielo è troppo stellato e la luna non si vede… la sua amata  non risponde e la notte accesa da centinaia di stelle gli annuncia un “Fin de partie” inaspettato.

R. Da più di 30 anni conduco, sempre su piani assolutamente separati, due professioni: il medico diabetologo e il regista drammaturgo, due binari paralleli che non si sono mai incontrati in tutta la mia vita. Ma già da alcuni anni mi è venuta voglia di entrare in interazione tra queste due professioni ed è stata, in un certo senso, un’interazione quasi obbligata visto che mi hanno “trascinato” verso lo spettacolo proponendomi di fare, tra le altre cose, dei documentari sul diabete. Da lì mi è venuta l’idea di provare anche con un “meccanismo teatrale” dedicato proprio al diabete, un ponte ideale per unire le mie due professioni. Ci ho pensato un po’ poi, dato che nell’ambiente medico-diabetico tutti parlavano di Banting e Macleod, di questi personaggi storici degli anni ’20, senza che però nessuno sapesse bene chi fossero, mi sono documentato e ho trovato una storia “assolutamente teatrale”, una storia bellissima, praticamente già “sceneggiata”, con il Nobel diventato fonte di litigi tra i vari ricercatori, con delle storie d’amore, lo sfondo della Prima guerra mondiale in Europa, insomma una “fiction” vera, con ingredienti veri. In realtà medicina e spettacolo sono due cose che funzionano, come dimostrano anche le numerose fiction sul tema della medicina e degli ospedali stile “Dr House” che vediamo in televisione; hanno una carica emotiva molto forte, e questo mi ha spinto ad approfondire il tema».

La Rassegna di drammaturgia si apre il 22 maggio alle ore 20:30, con i primi sei corti, che saranno in replica anche il 23 e 24 maggio:

“La ragazza nella valigia”, scritto dal commediografo, fotografo e giornalista Salvatore Scirè. Regia dell’A. interpreti Adolfo Bianchi Whites, Maria Cristina Capogrosso, Nicola Di Lernia, Silvia Notari. La ragazza nella valigia si ispira molto liberamente a un recente tragico fatto di cronaca. Una valigia abbandonata, forse piena, o forse vuota, viene rinvenuta ai bordi di un viottolo; ma come per incanto, ecco apparire una ragazza, che in modo assolutamente surreale racconta la sua drammatica storia.

A seguire, “Bolle di sapone” di e con Giovanni Antonucci, Regia e interpretazione dell’Autore protagonista di un monologo satirico su vizi e luoghi comuni del mondo di oggi. Si racconta con bonomia la tradizionale satira sociale dei vizi nella civiltà occidentale. Aristofane soprattutto ci ha lasciato commedie irresistibili su problemi che riguardano anche la società dei nostri giorni: la politica, la burocrazia, la giustizia, il costume, l’economia, la stupidità. Bolle di sapone smaschera i luoghi comuni, gli slogan, le parole d’ordine, le fake news, come si chiamano oggi, i vizi dell’Italia in cui viviamo. Lo fa con l’arma della satira, ma anche dell’ironia, supportato con le altrettante scelte musicali umoristiche a cura di Gabriele Antonucci; perchè l’autore crede, nonostante tutto, nella  possibilità dell’uomo di riscattarsi. Come scrisse Ennio Flaiano: “L’uomo è un animale pensante, e quando pensa non può essere che in alto”.

In scena anche un atto unico breve di Alessandro Iori  dal titolo “4014”. Regia dell’A. Con Maria Elisa Barontini, Maria Grazia Bordone e Maddalena Ferrara. Ambientato in un futuro non tanto prossimo dove i maschi si sono estinti. La Terra, popolata solo da donne, sta rischiando un conflitto tra i due popoli che la abitano, diversissimi per mentalità e cultura.

A seguire sarà la volta dell’autrice Anna Hurkmans con “Lultima notte di Mata Hari” Regia di Daniele Derogatis, con Stefano Di Lauro, Lorenza Giacometti, Marco Palange e Monica Salvi. Costumi di Anna Hurkmans. È il 1917, ancora in piena guerra mondiale. La scena si svolge nella prigione di St.Lazare, dove è prigioniera la famosa danzatrice orientale Mata Hari. All’alba ha avuto luogo l’esecuzione di Mata Hari, dopo la sua condanna a morte come spia. Suor Leonide racconta al custode il comportamento coraggioso della donna, di cui poi racconta la vita in flash-back: la difficile giovinezza, l’infelice matrimonio con un ufficiale ubriacone e violento, la tragica morte del figlio e la geniale trasfigurazione come ballerina di danze orientali di fama mondiale. Quando s’ innamora di un giovane russo che viene ferito al fronte ha bisogno di un passi per la zona di guerra. Si fa allora coinvolgere in un gioco più grande di lei, che non sa più controllare. Viene arrestata come spia. Alle autorità francesi fa comodo un capro espiatorio del genere: donna, straniera, scandalosa… Gli otto mesi di prigione e la condanna a morte hanno però cambiato profondamente una donna che sembrava solo superficiale e frivola. Adesso ha imparato ad accettare con grande coraggio e dignità un destino non meritato.

La serata prosegue con “Gladiatrici” di Lucio Castagneri, Con Roberto Alessandrini, Serena Cino e Alessandra Romano. Regia dell’A. Le due gladiatrici (Amazon e Akillia) immortalate nella  famosa Stele di Alicarnasso (conservata al British Museum) prendono vita nel singolare dialogo tra loro la sera che precede il combattimento mortale nell’arena. Il lanista Rufo proprietario della palestra (ludus) dove le gladiatrici romane imparavano l’arte della “Gladiatura”, commenta e narra la conclusione: le due giovinette grazie al segno del fulmine divino furono effettivamente liberate.

Era per darti la vita di Carlangelo Scillamà Chiarandà. Con Fabrizio Facchini Hamlet e Nicole Mastroianni. Regia Carlo Cianfarini. L’autore usa i fichi d’india come metafora: “ Sapete come sono fatti i fichidindia? allora, fuori sono pieni di spine che non ti ci puoi nemmeno avvicinare per quanto pungono, poi, però quando sai come prenderli in mano delicatamente e sbucciarli … dentro c’hanno il sapore del Paradiso. Sicuro, così è, proprio così ! …come l’amore, a volte”.

Sbatte una persiana, si sente il vento fischiare forte. Lei : non volevi, non volevi e allora, allora perché, dimmelo perché? Lui: è per questo che… quanto eri bella, bella come il fiore più bello del creato … era per darti la vita, una nuova vita, amore mio.

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Nei giorni 25 -26 -27 maggio, alle ore 20.30, andrà in scena il corto “Maschera Nuda”, di Giancarlo Gori; Con Anna Alegiani e Giancarlo Gori. Regia dell’A. L’autore porta in scena un interessante lavoro su Antonietta Portulano, moglie di Pirandello, nel momento che torna a casa dalla clinica psichiatrica. Lo scontro con il marito è violento e drammatico. In lei si alternano momenti di lucidità e di follia, e questa miscellanea di sentimenti sarà per Pirandello fonte di rimorsi e di nuove ispirazioni. La malattia della moglie portò lo scrittore ad avvicinarsi alle nuove teorie sulla psicoanalisi di Sigmund Freud, lo studio dei meccanismi della mente e ad analizzare il comportamento sociale nei confronti della malattia mentale.

Segue “La buca nel sottoscala” di Violetta Chiarini storia di due coniugi durante la seconda guerra mondiale. Con L’interpretazione, regia e musicologia dell’A. Leitmotiv di scena cantato da Violetta Chiarini col pianoforte di Antonello Vannucchi. Elementi di costume di Salvatore Russo. Cura del movimento scenico di Claudio Gnomus. La storia ha come protagonisti due coniugi appartenenti alla buona borghesia di paese e si svolge durante il secondo conflitto bellico, in un pomeriggio dell’autunno 1943. La vicenda è ambientata nella villetta di campagna della coppia, in un paesino

dell’Umbria, sito in una zona dove sono presenti nazisti, fascisti e partigiani. Lui e lei si amano, ma ci sarà un colpo di scena finale, che non viene svelato in anticipo allo spettatore. La struttura dello spettacolo risponde all’intento di un teatro essenziale che recuperi la propria funzione primaria allusiva, quella che fa lavorare di più la fantasia del pubblico, stimolandone la creatività. In scena, quindi, solo pochi elementi essenziali, essendo tutto affidato all’arte dell’interpretazione.

Angelica di Massimiliano Perrotta Regia dell’A. Con Ornella Cerro e Roberto Pensa.musiche originali: Emanuele Senzacqua. Collaborazione Artistica: Sara nussberger

Il metaforico corto racconta  l’incontro di un vecchio burbero, ed una avvenente ventenne…

Cinquina di Spinozzi e Calanna

Con Sara Calanna, Eleonora Gambelli, Silvia Lombardo, Donatella Palmieri, Ludovica Sacchet. Regia di Sara Calanna.

Cinque singolari personaggi riuniti a formare…una pericolosa cinquina. Ciò che importa è saperli tenere a bada! Gli autori tengono a far sapere che per rendere a tutti possibile la visione del corto, nessun essere vivente, umano o animale, è stato effettivamente sacrificato.

I macati giorni di Gianluca Riggi. Con Giovanni Alfieri, Riccardo Cananiello. Regia dell’A.

Una raccolta di monologhi raccontano un periodo preciso della vita di un uomo, le sue ansie, gli stati esistenziali d’angoscia alternati a stati di imbecillità, narrano gli eventi tragici della nostra storia europea e nazionale attraverso lo sguardo di un giovane che vive i suoi primi sentimenti d’amore e non sa restituirgli un nome. Il terrorismo, la guerra in

Bosnia, Belgrado, Restore Hope. Sesso, sentimenti, amore e morte, sono i temi trattati in maniera quasi ossessiva dai protagonisti. Al centro del lavoro c’è l’attore con il suo corpo e la sua presenza, la sua capacità di rapportarsi alla parola e renderla viva.

S-Memorare è un ’arte? di e con Luisa Sanfilippo. Regia dell’Autrice

Un continuo effluvio di “S-Memorie” dove la dimenticanza si contrappone ai ricordi. Facciamo  progetti, organizzando le giornate intorno a degli obiettivi.  E quando i ritmi della vita diventano più affannosi ci si può ritrovare ad  interrompere all’improvviso la propria sferzante agenda (o quel che ci si ricorda di essa). Si ha quasi l’impressione che siano invece il lavoro, le relazioni il ritmo della vita ad essere diventati confusi, fragili e turbati. Quindi sia benvenuto questo apparentemente nevrotico desiderio di riporre nell’oblio dettagli negativi del proprio vissuto –  rimozione di particolari eventi di natura affettiva o conflittuale – e altresì ricordare i valori dell’esistenza effettuando un  costante lavoro di selezione e rivalutazione di ricordi al fine di dar loro una giusta importanza. S-memorando con un po’ di ironia potremo magari riguadagnare un giusto rapporto con le persone e le cose, imparando a riconoscere l’esistenza nella sua fragile bellezza, godendola per quello che è, e non per quello che pretendiamo che sia. Allora S-memorare – per rimuovere le banalità dell’esistenza-  può diventare un’arte!

I giorni 29-30- 31 Maggio, sono dedicati ai vincitori del Premio Luce sul Proscenio, voluto dalla Fondazione Onlus Favi Annita onlus, e dedicato ad autori under 35 iscritti allo Snad. Tre sono i vincitori della 2 Edizione. “A short Plash” di Elena Baroglio. “Le avventure del detective Pears” di Matteo Cupellaro e “ Cinquant’ore” di Olimpia Ferrara.

A Short Slash  di e con Elena Baroglio. Regia dell’A. Roberto Bellatalla: Contrabbasso. ivan macera: Percussioni.

Il titolo è la risposta alla domanda: “Cos’è che dà vita alla tua creazione?”, una risposta che viene dalle profondità della nostra storia prenatale, prefetale. Il suono della generazione. È il confine che separa e unisce realtà e potenzialità: La realtà è il terreno della regola, di ciò che è stato deciso, solido e sicuro; la potenzialità è il luogo in cui tutto può essere, dove la musica e le parole possono assumere forme e seguire direzioni inaspettate. Questa soglia elastica è l’improvvisazione, l’ambito nel quale si muoveranno i tre musicisti durante la performance.

L’’interazione seguirà l’unica linea possibile per la creazione: l’ascolto reciproco. Ci sono parole e non parole, dimensioni parallele e comuni, particolari ed universali, il ricordo di un’immersione prima ancora che qualcosa iniziasse ad esistere. Teatro Tordinona 29-30-31 maggio. Premio Luce sul Proscenio

La avventure del detective Pears   di Matteo Cupellaro. Con Domiziana Califano, Valerio Corigliano, matteo Cupellaro, Giorgia marigliano, Arturo Troili, matteo Venditti. Regia di Luciano Bottaro. Anno 1948: La città di Bustherburg, nel continente di Aisberg, è in grave pericolo. Dopo anni di tranquilla e duratura pace, una nuova e pericolosa ondata di crimini si fa avanti. “I fantasmi”, una banda così denominata e mai conosciuta, terrorizza l’intera popolazione con reati di ogni genere, da furti a veri e propri omicidi. Per risolvere il problema, il sindaco di questa piccola cittadina ricorre all’aiuto di Jack Pears, astuto ed infallibile detective, considerato come il migliore su piazza. Famoso per non aver mai fallito un caso, l’investigatore avrà l’arduo compito di frenare l’avanzata dei fantasmi, mettendo a dura prova la sua reputazione e scatenando una vera e propria guerra personale! Ad aiutarlo, la fidata moglie Miriam, anche lei detective affermato ed in cerca di giustizia. Teatro Tordinona 29-30-31 maggio. Premio Luce sul Proscenio

Cinquant’ore   di Olimpia Ferrara. Con maria Teresa Campus. Regia dell’A. e Maria Teresa Campus

Foto e video: Giona Ferrara. Grafica: Andrea Capelletti.

“con me quel giorno in cui fui violentata, c’era anche il mio fidanzato, l’uomo che è ora mio marito. Se ho insistito a denunciare la grave offesa subita l’ho fatto anche per lui e per tutte le altre come me, e sono state moltissime …” È Teresa a parlare, vittima di cinquanta ore di carta bianca che il generale Juin concesse al contingente marocchino dell’esercito francese qualora fosse riuscito a sfondare la linea Gustav. Cinquanta ore di stupri, omicidi e saccheggi. Insieme a lei, tra il 13 e il 14 maggio 1944 furono violentate migliaia di donne, anziane e bambine in tutta la Ciociaria. Teresa non ci racconta la violenza carnale, già troppe volte sviscerata di fronte a medici e autorità, ma ci svela i retroscena di una seconda ondata di violenza, quella morale . Le donne “marocchinate” divennero una vergogna da coprire e negare. Coloro che denunciarono furono allontanate dal tetto coniugale, emarginate trattate come appestate.

Il 31 Prima della Premiazione avrà luogo una tavola rotonda sul tema: “La giovane Drammaturgia in Italia”. I Premi speciali della sezione internazionale verranno assegnati : allo scrittore russo Vladimir Gorban e alla memoria della pittrice Laura Gori in arte Ipanema, autrice dell’immagine di quest’anno.

Gli spettacoli avranno inizio sempre alle ore 20.30

L’ordine in scena degli spettacoli sarà regolato da un sorteggio che si terrà la prima sera di ogni turno.

Teatro Tordinona .

Via degli Acquasparta n.16, Roma Tel: 067004932

 

Autore: Vincenzo Sanfilippo

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