Cannes 2018. Alba Rohrwacher, geometra in fuga dal quotidiano, e Zain, ragazzino libanese che cita i genitori per averlo messo al mondo

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Cannes 2018. Alba Rohrwacher, geometra in fuga dal quotidiano, e Zain, ragazzino libanese che cita i genitori per averlo messo al mondo

Troppa grazia

E’ una commedia surreale “Troppa grazia” di Gianni Zanasi, che chiude la sezione “Quinzaine des Réalisateurs”, interpretata da Alba Rohrwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston. La protagonista è Lucia, geometra piena di problemi che incontra una strana donna da cui riceve l’ordine di costruire una chiesa.

Una delle cose belle di questo film è che si permette un certo tasso di libertà, di anomalia. Quindi possiamo sentirci liberi di ridere, senza che questa ci comunichi l’idea di un film futile, possiamo essere liberi di spaventarci, ma anche di desiderare qualcosa all’improvviso, di commuoverci. E poi di tornare a ridere.

Il regista tocca, in maniera molto originale, il tema della spiritualità, sempre più presente nel cinema, non solo italiano.

Ha dichiarato Alba Rohrwacher: “Penso che sia legata alla sensazione frustrante di un presente un po’ arrogante e oppressivo, come un quotidiano che ci vuole offrire sempre tutte le risposte. Anche da spettatrice mi capita di vedere dei film che si interrogano su un altrove e penso che questo momento di fragilità che viviamo, di incertezze, fa sì che soprattutto l’arte, che è poi anticipatoria delle azioni degli uomini, guardi a qualcosa di intangibile e a una dimensione diversa”.

Al film è stato assegnato il riconoscimento della Label Europa Cinemas.

Capharnaum

E’ un’infanzia completamente deprivata quella al centro di Capharnaum, il film della libanese Nadine Labaki (Caramel, Et maintenant on va ou?), presentato ieri in concorso. Bambine vendute a 11 anni come mogli, ragazzini costretti a lavorare anziché andare a scuola, neonati comprati per 500 dollari. Un melodramma della povertà – con parentele con film di successo come The Millionaire – che racconta l’odissea di Zain (Zain Al Rafeea, bimbo siriano con un percorso molto simile di privazione di diritti fondamentali): un ragazzino di cui non si conosce neppure l’età esatta – che viene certificata attraverso una visita medica – perché i genitori non l’hanno mai registrato all’anagrafe (costa 150 dollari). Poverissimi, ignoranti, maneschi, incapaci di garantire un minimo di cure almeno affettive alla miriade di pargoli che mettono al mondo senza pensarci su, anzi considerandola una benedizione, i due non esitano a vendere per qualche gallina una figlia undicenne al vicino di casa che gestisce una bottega di alimentari. E così nella prima scena vediamo Zain in tribunale: è in manette per aver accoltellato un bastardo ma ha fatto causa ai genitori. Motivo: perché l’hanno messo al mondo.

Il terzo lungometraggio dell’attrice e regista, per l’Italia acquistato da Lucky Red, vuole essere una bomba a mano lanciata contro lo spettatore con le sue assillanti domande sull’umanità migrante, senza diritti e senza identità. Un film manifesto, ricattatorio nei confronti dello spettatore, ma anche potente nelle immagini di devastazione che propone. E’ un universo caotico – “capharnaum” è una parola che in francese indica proprio “una grande confusione di oggetti e persone” – dove l’umanità scompare del tutto, il povero fa guerra al più povero, e la pietas si trova annidata solo nelle pieghe più riposte, nella dolcezza stordita di un vecchietto o nella madre eritrea, immigrata clandestina, che fa di tutto per salvare il suo neonato nascondendolo al mondo.

Un couteau dans le coeur

La seconda, bizzarra pellicola in concorso della giornata è Un couteau dans le coeur di Yann Gonzalez. Parigi, estate 1979. Anne (Vanessa Paradis) è una produttrice di film pornografici. Dopo che Lois, sua editrice e compagna, la lascia, cerca di riconquistarla girando un film più ambizioso con il suo fidato assistente, l’esuberante Archibald. Ma uno dei loro attori viene trovato brutalmente ucciso e Anne si trova coinvolta in una strana inchiesta che sconvolgerà la sua vita.

Autore: Redazionale

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