“Disastro arancione” di Sara Cavosi alla Biblioteca Marconi di Roma (finalista premio Cendic)

  

Disastro arancione

Alla Biblioteca Marconi di Roma

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Venerdì 18 maggio, alle ore 17:30 presso la Biblioteca Marconi, si terrà un incontro-dibattito con Sara Cavosi, finalista del premio Cendic 2017 (Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea) con il testo “Disastro Arancione”.

A presentare e introdurre l’opera, il drammaturgo e regista Roberto Cavosi, la presidente del Cendic Maria Letizia Compatangelo e Rosario Galli.

La regia della mise en espace è affidata a Luisa Mariani; in scena gli attori Daniela Bianchi, Cesare Cesarini, Angela Ciaburri, Loredana Ferrone, Miguel Gobbo Diaz, Saad Ismail, Marco Palladini, Alfonso Porfido, Luca Porfido, Gabriele Tuccimei.

Il Premio Cendic è un premio per la drammaturgia italiana contemporanea, pensato dagli autori per gli autori. Nato con lo scopo di favorire la promozione e diffusione della scrittura teatrale e della lingua italiana, il Premio di drammaturgia del Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea – Cendic  assicura ai partecipanti ciò che ogni autore auspica di trovare quando invia la propria opera ad un concorso: un giudizio qualificato; premi concreti, quali allestimento e repliche; attenzione e diffusione continuativa delle opere finaliste; un meccanismo di selezione trasparente e la conoscenza delle valutazioni. L’Edizione 2017 aveva come tema la GIUSTIZIA.

Il testo di Sara Cavosi tratta il tema prendendo come spunto un caso di mala giustizia avvenuto negli Stati Uniti nel 1992, quando venne condannato a morte un imputato affetto da grave disabilità mentale.

L’opera prende il titolo dal celebre dipinto di Andy Warhol “Orange Disaster”, che vede l’immagine di una sedia elettrica replicata per quindici volte. Quindici sono anche i quadri in cui Sara Cavosi divide il suo testo, come in una contemporanea Via Crucis di cui Milton (così chiamato il personaggio principale) è protagonista inconsapevole. Una Via Crucis in attesa della sedia elettrica, vissuta insieme a sua madre, al suo avvocato Travis, al secondino Jim e a Lilly, l’angelica donne delle pulizie, che hanno per lui sentimenti di compassione e profondamente umani. E, dall’altra parte, il Giudice, i giurati e gli altri secondini, che invece applicano le leggi in modo meccanico e del tutto disumano.

Ma quello che nessuno da fuori può vedere è che, al di là di tutto, Milton dentro di sé ha un incredibile mondo poetico che durante la prigionia cresce a dismisura invece di sopperire e che sopravvivrà anche oltre la dimensione terrena.

°Aggiornamento a cura di Lu.Mar.

Autore: Redazionale

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