La salute degli abbienti. Alfie e il Fine-Vita-Brexit

  

Fine-Vita-Brexit

 

Lo sconcertante addio per Alfie (e la salute degli abbienti)

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Terrorismo. L’unica possibile interpretazione della spietata procedura seguita dai giudici di Liverpool è questa: la volontà di umiliare e annichilire le coscienze. Voler sancire che la vita degli esseri umani è legata al capriccio di un giudice è qualcosa che mina le basi della certezza del diritto e delle regole della civile convivenza. Negare l’ultima speranza, per due genitori, di tenere in vita un figlio, è certamente qualcosa di assolutamente immorale e quindi illegale. La prova si è avuta con il diniego della possibilità di “estradare” in Italia il bambino, divenuto cittadino italiano, per uscire dalle perfide competenze della magistratura britannica. Alfie doveva morire! Il tutto per una malattia sconosciuta, anche negli esiti finali, che nessuno poteva sapere né stabilire a priori. Oltre la coscienza, anche la scienza ha perso, nella opportunità di studio di un caso più unico che raro.

Per noi italiani, che non possiamo letteralmente morire in pace neanche volendolo, la sentenza, e la conseguente morte di Alfie, sono ancor più tremende e raccapriccianti. Ma quasi tutto il mondo si è indignato per l’esito della vicenda. Triste motivo dell’epilogo è nella stessa giurisprudenza del Regno Unito, dove, per favorire i più abbienti, nelle sentenze la magistratura si regola secondo i precedenti giudiziari, per cui  l’avvocato più abile (e caro) può trovare il precedente più utile al suo ricco cliente. La rivoluzione francese non ha varcato la Manica, per cui, assieme al Sistema Metrico Decimale ed alla guida a destra, nell’isola non sono ancora pervenute le grandi riforme che Napoleone portò in tutta Europa, la quale ne diede erroneamente a lui il merito, chiamando queste leggi rivoluzionarie i “Codici napoleonici”.

Come potevamo credere che la “perfida Albione” potesse condividere le norme europee? La Brexit era già nella storia del Regno Unito. Il disagio dell’Occidente, in ogni sua forma, ha sempre motivazioni storiche.

Autore: Francesco Nicolosi Fazio

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