‘La cupa’ testo e regia di Mimmo Borrelli. Teatro San Ferdinando di Napoli 10 aprile-6 maggio

  

LA CUPA
FABBULA DI UN OMO CHE DIVINNE UN ALBERO

Spettacolo in due parti

versi, canti, drammaturgia e regia Mimmo Borrelli
con Maurizio Azzurro, Dario Barbato, Mimmo Borrelli, Gaetano Colella, Veronica D’Elia, Renato De Simone, Gennaro Di Colandrea, Paolo Fabozzo, Marianna Fontana, Enzo Gaito, Geremia Longobardo, Stefano Miglio, Autilia Ranieri
scene Luigi Ferrigno
costumi Enzo Pirozzi
musiche, ambientazioni sonore composte ed eseguite dal vivo da Antonio Della Ragione
disegno luci Cesare Accetta
produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale

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Mimmo Borrelli giovane autore napoletano, definito dal critico de Il Sole 24 ore il più grande drammaturgo italiano vivente arriva al Teatro Stabile di Napoli con uno spettacolo inedito La Cupa. Il testo che determina lo “svango”, lo svuotamento, quel passaggio dalla Trinità dell’Acqua (’Nzularchia – 2003; ’A Sciaveca – 2006; La Madre: ’i figlie so’ piezze ’i sfaccimma – 2010) alla Trinità della Terra.

Mentre nella precedente trilogia il flusso dell’elemento materico ruotava attorno al cardine orizzontale della maternità: dall’umidità di un’infanzia violata, rinchiusa nell’utero materno di una pioggia incessante di memorie da raccogliere nella tinozza dei ricordi da ricostruire, di ’Nzularchia; per passare all’amore impossibile violentato, inzozzato, insufflato e travolto dai fiotti ondosi del mare de la ’A Sciaveca; fino ad arrivare ad un testo che affrontasse concretamente e non per richiami di allegoria la maternità stessa, ovvero La Madre; in questa invece affonderò le mie peregrinanti autoanalisi, nei versi del mio inconscio e il suo affiorare in getto e spruzzo furibondo alla pagina prima, alla scena poi, senza intralcio di naturale consequenzialità e senza dunque poter prescindere dalla mia stessa carne e messa in compromissione, negli atti al presente della mia stessa vita, sulla paternità e le sue e le mie paure, non così tanto nascoste.

Questo è uno spettacolo che racconta una deriva, apre, come dicevo, la mia Trinità della terra, pianeta che viene risucchiato nel vuoto delle coscienze e della memoria del nostro tempo. Un tempo dove un bambino fin dall’età di un anno e mezzo non ha più la possibilità di sviluppare quello che è stato il fuoco sacro dell’evoluzione umana: la creatività. Senza creazione, senza creatività una civiltà è destinata ad estinguersi. Ai bambini viene tarpata l’età del gioco e dell’infanzia. L’età del riconoscere e sezionare il bene dal male, la delusione dalla gioia, la vittoria dalla sconfitta, attraverso un continuo misurarsi con la fiaccola dell’apprendimento e della fantasia. Oggi, ogni apprendimento è indotto, è già condotto verso una vittoria fallace e apparente; prima si giocava con

le pietre e con quelle ci si immaginava di essere guerrieri, soldati o principi e mostri, ora quei mostri esistono già e si ha la sensazione di condurli alla vittoria con un gesto su un touch-screen, mentre la sconfitta è dietro il compimento, dell’ultimo quadro: l’oblivione, l’appannamento della creatività a favore di una lobotomia genetica della coscienza.

Mimmo Borrelli

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BIGLIETTERIA
Teatro Mercadante Piazza Municipio Napoli
tel. 081 551 3396 · fax 081 420 6196
Teatro San Ferdinando Piazza Eduardo De Filippo 20 Napoli
tel. 081 292 030 · 081 291 878
biglietteria@teatrostabilenapoli.it

Orari Teatro Mercadante
dal lunedì al sabato 10.30 > 19.00, domenica 10.30 > 13.00
e a partire da un’ora prima di ogni spettacolo

Orari Teatro San Ferdinando
dal lunedì al sabato 10.30 > 13.00 / 17.00 > 19.00, domenica 10.30 > 13.00
e a partire da un’ora prima di ogni spettacolo

Autore: Redazionale

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