Miti in sala prove. “La carriera di Edipo” di Camilla Migliori

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Miti in sala prove

‘La carriera di Edipo’ di Camilla Migliori

regia di Luca Milesi

con Maria Concetta Liotta, Fabrizio Bordignon, Elena Zepponi, Alessandro Grande

scene di Marianeve Leveque

Teatro Tordinona, Roma

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Il recupero del mito è stato ed è ancora uno dei grandi temi affrontati dalla cultura contemporanea.  Non c’è stato filosofo, antropologo, perfino sociologo che non se ne sia occupato seriamente.  La drammaturgia europea e americana del Novecento ha dato, da parte sua, un contributo fondamentale al tema. Da Gabriele D’Annunzio a Thomas Stearn Eliot, da Eugene O’Neill a Miguel de Unamuno, da Jean Cocteau a Jean Anouilh, il mito è stato rivisitato, spesso con eccellenti risultati, in una chiave moderna, a conferma del fatto che il mito è elemento integrante  e perenne della civiltà umana.

Il testo La carriera di Edipo di Camilla Migliori, (Edizioni Petite Plaisance con prefazione di Daniele Orlandi) presentato con successo al Teatro Tordinona di Roma, coniuga il mito di Edipo con il teatro nel teatro di Pirandello. Un’operazione rischiosa a prima vista, ma che l’autrice conduce in porto con una solida scrittura drammaturgica e con un’idea di teatro rigorosa. L’ambientazione de La carriera di Edipo è in una sala prove di fortuna, dove la regista Adriana, la sua giovanissima assistente Chiara e l’attore Guido, provano uno spettacolo ispirato alle due tragedie di Sofocle, l’Edipo re e l‘Edipo a Colono. Una rielaborazione in chiave moderna, con qualche ambizione avanguardistica, che da una parte finisce col coinvolgere i personaggi nei loro rapporti con il proprio padre, dall’altra in uno scontro fra l’attore Guido, che ricorre ai favori di un dirigente disponibile ad affidare allo spettacolo un vero teatro, e Adriana che non vuole accettare compromessi. Chiara, da parte sua, cerca di mediare fra i due, ma è troppo fragile per raggiungere il suo scopo.

Un manichino di stoppa, scovato da Chiara in un magazzino, diventa presto il simbolo della condizione umana dei personaggi. Guido-Edipo alla fine va via, ma le due donne resistono e decidono di continuare la prova. Adriana sfoglia il copione e legge il sublime finale dell’Edipo a Colono, dove Edipo ascende al cielo, diventato com’è un eroe semidivino.

Camilla Migliori conferma la sua originalità di autrice attenta alle sfide difficili e sempre estranea agli stereotipi di molta drammaturgia di questi anni, banalmente cronachistica. La carriera di Edipo è uno dei punti più alti della sua lunga e appassionata attività di autrice.

La regia di Luca Milesi è equilibrata nel cogliere tutti i temi e i risvolti del testo, ma anche  felice nel guidare gli interpreti. Fra essi spiccano Maria Concetta Liotta, una Adriana di grande personalità e in grado di ridarci la forza del suo personaggio, e Eleonora Zepponi , una Chiara sensibile e ricca di finezze. Fabrizio Bordignon dà tutta la sua esperienza e autorevolezza di interprete al personaggio del pragmatico dirigente. Un po’ oltre le righe, invece, Alessandro Grande, in un ruolo che meritava uno scavo maggiore. Suggestivo è il fondale dipinto della scenografa Marianeve Leveque, altrettanto fine nel dare allo spettacolo un’ambientazione fedelissima allo spirito del testo.

Giovanni Antonucci, docente universitario della Storia del Teatro, critico, drammaturgo, autore della più ampia e aggiornata Storia del Teatro Italiano Contemporaneo (Edizioni Studium)

Autore: Giovanni Antonucci

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