Cannes 2018, Nolan e “2001: Odissea nello Spazio”

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Cannes 2018, Nolan e “2001: Odissea nello Spazio”

Sarà presentata in Cannes Classics durante la 71ma edizione del Festival (8-19 maggio) e in anteprima mondiale la copia in 70mm di 2001: Odissea nello spazio, capolavoro di Stanley Kubrick che proprio quest’anno festeggia il cinquantenario.

La proiezione, prevista per sabato 12 maggio, sarà introdotta da Christopher Nolan, che sarà al Festival di Cannes per la prima volta. All’evento prenderanno parte anche alcuni membri della famiglia Kubrick, dalla figlia Katharina e il cognato del regista, nonché storico sodale produttore Jan Harlan.

Christopher Nolan terrà anche una Masterclass, prevista domenica 13 maggio, durante la quale parlerà della sua filmografia e gli aspetti che lo legano all’intera opera di Stanley Kubrick.

Per la prima volta dal 1968, la copia in 70mm di 2001: Odissea nello spazio è stata ottenuta grazie al negativo della pellicola originale, ma senza ricorrere a espedienti digitali o effetti rimasterizzati, con un processo di natura fotochimica.

La versione originale verrà presentata per permettere al pubblico di oggi di rivivere un evento cinematografico vissuto 50 anni fa. Da sempre appassionato del cinema di Kubrick, Christopher Nolan ha lavorato a stretto contatto con il team della Warner Bros. durante tutto il processo di masterizzazione.

Con 2001: Odissea nello Spazio, Stanley Kubrick ha ridefinito i limiti del cinema e ha consolidato la sua eredità come uno dei registi più rivoluzionari e influenti di tutti i tempi.

Originariamente proiettato in formato Cinerama Roadshow 70mm il 3 aprile 1968, il film ha acceso l’immaginazione della critica e del pubblico e il suo impatto continua a risuonare fino ad oggi.

La versione in 70mm di 2001: Odissea nello Spazio tornerà in alcune sale degli Stati Uniti a partire dal 18 maggio.

2001: Odissea nello spazio

2001: A Space Odyssey

GRAN BRETAGNA, USA – 1968

Un gruppo di scimmie antropoidi, che segnano il principio della civiltà umana, trova un monolite. Gli umanoidi vi si accostano diffidenti, poi lo toccano con singolare rispetto e qualcosa accade in loro: si accorgono per la prima volta che un osso abbandonato può diventare una clava, uno strumento utile. Si è accesa la scintilla dell’intelligenza. Nell’anno 2001, sulla Luna, un gruppo di esploratori trova un identico monolite, che denuncia un’anzianità di quattro milioni di anni e che genera attorno a sé un forte campo magnetico. Lo scienziato Heywood Floyd è incaricato di più approfondite ricerche: si pensa che il monolite racchiuda in sé il segreto del mondo, il rigenerarsi della vita stessa. Qualche tempo dopo viene inviata verso Giove un’astronave con a bordo due uomini in attività e altri tre in stato di ibernazione, oltre ad un esemplare del più perfezionato calcolatore elettronico, l’ Hal 9000. Durante il viaggio solo Bowman, uno dei due astronauti, riesce a sopravvivere, poichè il computer ha causato la morte di tutti gli altri componenti l’equipaggio, volendosi sostituire all’uomo. Bowman, riuscito a penetrare nel cuore di Hal 9000, riesce a localizzare le sue funzioni cerebrali superiori e a bloccarle, venendo inoltre a conoscenza, indagando nella sua memoria, del vero scopo della missione: il monolite scoperto sulla Luna inviava un potente segnale radio verso Giove; qui forse si troverà la spiegazione dell’origine della vita. Infatti Bowman, nelle immediate vicinanze del pianeta, perde il controllo di se stesso, cadendo in un sonno vivificatore: è così che l’astronauta, superando Giove, affronta lo spazio infinito, attraversando mondi e galassie, vivendo una esaltante esperienza conoscitiva. Successivamente Bowman, in una trasposizione di immagini, si vede nella sua casa, prima in veste di astronauta, poi di maturo signore, e infine disteso sul letto in punto di morte, dove subentra il monolite, che lo fa rivivere, sotto forma di feto, in un informe bambino dagli occhi sgranati su un mondo tutto da scoprire.

Autore: Redazionale

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