Facebook, le identità violate e il paese dei balocchi

  

Nel paese dei balocchi

 

Facebook e le identità violate

 

Vignetta proto-animalista anni ’70. Il fattore guarda soddisfatto i maiali alla mangiatoia. Uno dei suini elabora un dubbio: “Ma a lui che gliene viene?” Questo è il dubbio che dovremmo avere tutti, anche noi bipedi, di fronte alle tentazioni tecnologiche, soprattutto se gratuite.

In fondo dobbiamo dire grazie a Trump se si sono svelati i retroscena dell’utilizzo illegale dei profili di facebook. Fin quando a lavorare sui dati era Obama, tutti dicevano che era bravo e ci sapeva fare con le tecnologie. Oggi si attacca il colosso telematico di Zuckemberg perché lo strumento ha favorito la vittoria del “ciuffo ribelle” alle presidenziali del 2016. Ancora non è stato stabilito se si tratta di un reato e da chi è stato commesso. Il titolo facebook a Wall Street  sta già risalendo, segno che il colpo non è poi così micidiale.

Collodi, già nell’ottocento, metteva in guardia i giovani dai divertimenti facili; tra le tante “parabole” del suo Pinocchio quella del “Paese dei balocchi” è quella che tutti ricordiamo. La vicenda di “Cambridge Analytica” ci aiuta ad aprire gli occhi su come il mercato tratta noi utenti, la truffa è sempre dietro l’angolo. Giornalmente rischiamo di rimanere prigionieri nel “Paese degli allocchi”.

Autore: Francesco Nicolosi Fazio

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