Letture ‘di traverso’. Domenico Trischitta alla Biblioteca Civica Centrale di Torino

  

Strappi di esistenze

Domenico Trischitta alla Bibl. Civica di Torino

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Presso la Biblioteca Civica Centrale di Torino, all’interno del ciclo d’incontri Letture di Traverso, l’Associazione Culturale Cooperativa Letteraria, in collaborazione con la rivista FuoriAsse, ha proposto Domenico Trischitta, autore dei racconti Le lunghe notti (Avagliano Editore). Nel corso della presentazione, moderata dallo scrittore Willy Vaira, Valentina Duretto e Luigi Sefusatti hanno letto alcuni racconti tratti dal volume.

Trischitta, scrittore di libri (Una raggiante Catania, 1999, L’Oro di San Berillo) ed altresì di spettacoli teatrali (Sabbie mobili, Bellini a Puteaux, Notte a Catania e Glam City – tratto dall’omonimo romanzo -), è fortemente legato alla città ed alla storia di Catania, ove è nato e cresciuto.

Secondo l’autore “finchè un uomo è curioso non muore mai”, e la curiosità lo spinge ad intuire ed immaginare attraverso i dettagli, “come un animale coglie l’arrivo di un temporale o di un futuro terremoto”, la realtà dietro a personaggi incrociati casualmente, le loro peculiarità.

Trischitta per mezzo della letteratura cerca di ghermire quanto di bello vi è nella fuggevole esistenza ed aspira, tramite il racconto, a rendere eterni gli accidentali accadimenti che appaiono insignificanti immediatamente dopo il loro rapido succedersi ma che invece, con il tempo, lasciano una profonda traccia nella coscienza.

Ne Le lunghe notti infatti viene sottolineato ciò che pare instabile, tutto risulta fugace, tanto i fatti quanto il susseguirsi dei pensieri, delle sensazioni, degli affetti; la precarietà interessa pure coloro che sembrano avere vite “regolari”: basta infatti l’alba di un solo giorno per cambiare il senso di una vita.

L’autore mette in campo ogni parte di sé, senza nascondere i lati oscuri ed i timori, intenso e spietato sia verso se stesso sia verso il mondo. Il libro ha un sapore dark, decadente, mentre nei racconti i protagonisti appaiono dominati da un destino ineluttabile, persino insensato.

Rapido, caustico, per mezzo di un linguaggio diretto ed irriverente, lo scrittore cavalca gli stati d’animo e relaziona con la realtà concreta l’interiorità dei personaggi, attanagliati da una cruda quotidianità e smarriti fra i meandri dell’esistenza.

Il volume si presenta come un’Antologia di Spoon River della contemporaneità, in cui spesso l’assenza di prospettive sostituisce degnamente la morte, conclusione priva di senso quanto la vita, ed ove lo sguardo, di matrice esistenzialista, del narratore si rivolge solamente al passato ed al presente; mai al futuro.

L’autore genera “strappi” nel sipario che separa il lettore dalle vite dei protagonisti, guidate dall’assenza di valori programmatici o di una visione a lungo termine, mentre il riferimento al sesso è spesso utilizzato come tramite narrativo per esprimere le sensazioni intime, oppure talvolta è inteso quale forma di distrazione e finanche quale aspettativa di redenzione.

Nel racconto Del camionista, ricco di riferimenti autobiografici, grande evidenza viene attribuita alle esperienze sensoriali: al prosaico lavoro dell’autotrasportatore conferiscono significato profumi, odori, sapori, sensazioni tattili e visive, oltreché l’attesa, vissuta nell’indeterminatezza, di incontrare una distante donna; il racconto Di Louis-Ferdinand rappresenta invece un omaggio a Céline.

Gli uomini e le donne presenti nelle narrazioni si trovano immersi in una moltitudine di persone e tuttavia restano nella solitudine, pur all’interno del brulichio degli esseri umani; i ritratti interiori dei protagonisti contrastano altresì con quelli esteriori delle “comparse”.

Ogni personaggio procede mosso dal caso, dalla voglia di sopravvivere, dal desiderio sessuale e, talvolta, si trova dinanzi alla morte.

La musica rappresenta per Trischitta un importante propulsore per le scelte esperienziali ed artistiche mentre, come note musicali nell’aria, le vite s’incrociano, si “scontrano”. Tali frammenti di tempo e di spazio, caratterizzati da sterili vicende, entrano infine in relazione, acquistano la possibilità di riscattarsi, eppure nemmeno nell’interazione collettiva riusciranno a guadagnare una sorte salvifica.

Tiziano Rossetto

Autore: Redazionale

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