La morte di Folco Quilici, ambientalista, divulgatore, documentarista di fama internazionale

  

Addio a Folco Quilici 

 

Ambientalista e documentarista di fama internazionale

La sua ‘arte’ di sapere divulgare con simpatia, passione, semplicità

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 Il documentarista ferrarese, classe 1930, è morto questa mattina all’ospedale di Orvieto a causa di una polmonite. Lo confermano all’AdnKronos il figlio Brando e la moglie Anna. I funerali si terranno mercoledì prossimo a Roma. Con Jacques-Yves Cousteau e Robert Flaherty è stato esempio di teoria e di pratica applicata al documentario cinematografico di esplorazione, ecologia, etnografia. Quindi pioniere dell’ambientalismo di riconosciuto prestigio, autorevolezza e fama internazionale.

“Con Folco Quilici se ne va una delle figure più importanti del giornalismo, del documentarismo e della cultura italiana – scrive  Dario Franceschini per conto del Mibact- Un pioniere in tutti i progetti che ha avviato, sempre anni avanti rispetto agli altri, un italiano innamorato del proprio paese e un ferrarese innamorato della propria terra in cui era l’erede della grande tradizione giornalistica del padre Nello. Ci mancherà ma i suoi lavori resteranno per sempre come guida e insegnamento per le giovani generazioni”.

Figlio del giornalista Nello Quilici e della pittrice Emma Buzzacchi, dopo aver incominciato un’attività di tipo cineamatoriale, Folco Quilici si era  specializzato in riprese sottomarine, diventando molto popolare anche al di fuori dei confini nazionali. Scrittore e documentarista, Quilici ha realizzato numerosi film dedicati al rapporto tra l’uomo e il mare: ‘Sesto Continente’ (Premio Speciale alla Mostra del Cinema di Venezia del 1954); ‘Ultimo Paradiso’ (Orso d’Argento al Festival di Berlino del 1956); ‘Tikoyo e il suo pescecane’ (Premio Unesco per la Cultura del 1961); ‘Oceano’ (Premio Speciale Festival di Taormina del 1971 e Premio David di Donatello 1972); ‘Fratello Mare’ (Primo Premio al Festival Internazionale del Cinema Marino, Cartaghena, 1974) e ‘Cacciatori di Navi’, 1991 (Premio Umbria Fiction, 1992). (adn.kronos)

Ricca anche la sua produzione letteraria, dai saggi ‘Mala Kebir’ del 1955 e ‘Mille fuochi’ del 1964 fino ai romanzi ‘Cacciatori di Navi’ del 1985 tradotto negli Stati Uniti, ‘Cielo Verde’ del 1997, nella classifica dei più venduti in Italia e ‘Naufraghi’ (1998). Nel 1999 con il romanzo ‘Alta Profondità’ inizia il sequel composto da ‘L’Abisso’ di Hatutu (2001), ‘Mare Rosso’ (2002), ‘I Serpenti di Melqart’ (2003), ‘La Fenice del Bajkal’ (2005).

Viaggiatore instancabile, Quilici ha lavorato anche come divulgatore televisivo: dal 1971 al 1989 ha diretto e curato la rubrica ‘Geo’ di Rai3 e ha collaborato anche con Sky. Per le trasmissioni sul canale MarcoPolo è stato dichiarato ‘personaggio dell’anno’ nel 2006.

Autore: Redazionale

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