Vigilia elettorale. I molti ambiti della violenza politica: estrema e non più “marginale”

  

Opposti estremismi

I molti ambiti della violenza politica, sociale, non più “marginale”

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Ritornano gli scontri fisici, gli agguati ed i pestaggi. Come prima del crollo del “Muro”, quando la posta era la sconfitta del comunismo e gli “opposti estremismi” erano ben sorretti dalle “diplomazie” dei due blocchi. Oggi in fondo il risultato è identico ad allora: portare acqua al mulino dei politici maneggioni (la rima è facile e duplice!). In ogni caso fa più danno all’Italia una affermazione di Junker (grande evasore) che il fascismo e/o l’antifascismo.

Quello che preoccupa è il futuro dei giovani, in generale, ed in particolare quello degli estremisti, che non ritengo seguano un pensiero estremo, ma solo atti estremi; in fondo, non potendo mostrare in TV la loro violenza verbale, trovano l’unico sfogo sulla pelle dei loro coetanei.

 Lo sfogo televisivo riesce invece benissimo ai capi politici di questa che è la peggiore delle campagne elettorali possibili. Questi ragazzi estremisti potrebbero invece raggiungere  risultati politici enormi se riuscissero a dirigere le loro energie verso fatti concreti: proposte, attività di assistenza, attività culturali, aggregazione giovanile. In questo modo riuscirebbero veramente a colpire il loro comune nemico: il capitalismo, che invece se la gode quando vede dolore, sangue e disperazione, scopi ultimi del Mafiascismo, che è il vero problema.

Infine un suggerimento veramente rivoluzionario: mettere su famiglia. Chi è di sinistra potrebbe finalmente definirsi “proletario”, che letteralmente vuol dire “chi ha come unico bene la prole”. Chi ha idee di destra potrebbe contribuire ad arginare l’”invasione”, mediante l’arma più antica del mondo: quella demografica. Il suggerimento è molto interessato, in quanto solo invertendo il calo demografico noi vecchietti potremo continuare a prendere la (magra) pensione.

 

 

Autore: Francesco Nicolosi Fazio

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