“Rosalyn” e “La domanda della regina”. Erba, Manfridi, Chiarotti. Campioni di drammaturgia italiana

  

Sala Umberto di Roma

Sino all’ 11 marzo 2018
C.M.C / Nidodiragno / Sara Novarese

presentano

ROSALYN

di Edoardo Erba

con Marina  Massironi e Alessandra Faiella
regia di Serena Sinigaglia

Assistente alla regia Mila Boeri
Scene Maria Spazzi
Costumi Erika Carretta
Sound e light design Roberta Faiolo
Foto Marina Alessi

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Esther O’ Sullivan, una scrittrice americana di successo, viene accusata dalla Polizia di un omicidio avvenuto anni prima. Per discolparsi, rievoca la storia del suo incontro con Rosalyn, una donna delle pulizie goffa e sprovveduta conosciuta il giorno della presentazione di un libro sulla Vera Natura del Sé.
Rosalyn aveva confidato ad Esther la sua relazione clandestina con Ben, un uomo bugiardo e perverso che le sottoponeva continuamente a violenze fisiche e psicologiche. Esther, inorridita, aveva invitato Rosalyn a reagire. Di ciò che era successo dopo, dell’imprevedibile evoluzione di Rosalyn, Esther non vorrebbe proprio raccontare…
Avvincente, comico, ricco di colpi di scena, sostenuto da una scrittura incalzante, Rosalyn scava con irriverenza in una zona incandescente della personalità che tutti noi preferiremmo tenere nascosta.
Ho voluto parlare di quel grumo compresso e segreto che tutti abbiamo dentro – dice l’autore Edoardo Erba – Una bomba pronta ad esplodere per mandare in frantumi le nostre fragili vite”.
Nelle parole della regista Serena Sinigaglia “Rosalyn è un thriller psicologico. Rosalyn ti disorienta. Rosalyn è quando pensi di aver capito tutto e invece no, non avevi capito niente. Rosalyn è un gioco di specchi. Rosalyn è comico, ma all’improvviso diventa tragico. È un gioco beffardo, disperato e violento. Senza scampo. Rosalyn è una sfida, un quiz, un meccanismo che si inceppa e tutto precipita.”
Ciò che appare non è e ciò che è non appare.

Sul palco due beniamine del pubblico, Marina Massironi (applaudita con Aldo, Giovanni e Giacomo in teatro, televisione e cinema; in tv con Serena Dandini e Corrado Guzzanti in “Comici” e “L’ottavo nano”; protagonista di diversi successi teatrali sotto la direzione di Dario Fo, Cristina Comencini, Giorgio Gallione, Daniele Luchetti; Premio Flaiano 2015, Premio Persefone 2010, David di Donatello 2000) e Alessandra Faiella (in tv con Serena Dandini in “Producer”, “Pippo Chennedy Show”, “Comici”; partecipa a “Zelig”, “Mai dire domenica”, “Glob”, “Markette”; al cinema con Luciana Littizzetto in “La grande prugna”; autrice dei libri “Il lato B” per Fazi Editore e “La versione di Barbie” per Mondadori).

Ufficio Stampa: Studio Signorelli

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Teatro di Roma   Teatro India

Sino al 4 marzo 2018

Di scena

LA DOMANDA DELLA REGINA

di Giuseppe Manfridi e Guido Chiarotti
regia Piero Maccarinelli

con Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Francesco Migliaccio
scene e costumi Andrea Stanisci
musiche Antonio Di Pofi
luci Alessandro Macorigh

Produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

 

“Why did nobody notice it?” (Come mai nessuno si è accorto di tutto ciò?) ecco la domanda della Regina da cui il titolo. Ma chi doveva accorgersi e di cosa? La regina Elisabetta nel 2008, a seguito del crollo della Lehman Brothers perse 18 milioni di sterline… La domanda fu rivolta al gotha degli esperti in materia, che riconobbero di esser stati incapaci di prevedere il rischio e di considerare nella sua interezza il sistema.

L’impossibilità di trovare un rimedio addirittura per la Regina, dovrebbe offrire qualche sollievo all’angoscia di Dario, uno dei protagonisti della commedia. Ha affidato i suoi risparmi ad un consulente finanziario, ed ha perso tutto. Tormentato da quest’ansia ha l’occasione di confrontarsi con un importante Professore, cui vorrebbe “estorcere” qualche buon consiglio in fatto di finanza. È il professore a parlargli della Regina e a invitare ad osservare la situazione secondo un’ottica più oggettiva, in un sistema che va compreso senza confondere fra “complicato e complesso”, senza perdere la freddezza e la chiarezza dell’analisi.

L’arrivo di Annalisa, una comune amica, permette il fiorire di esemplificazioni e citazioni da un lato, e lo sviluppo di un dialogo e un plot piacevoli e curiosi che accompagnano lo spettatore in un raro intreccio di scienza e teatro. Seguendo il rapporto fra i tre personaggi, infatti, il pubblico si troverà a seguire le teorie di Darwin o gli errori di due grandi economisti americani come Reinardt e Rogoff, il sistema delle vincite al totocalcio e gli otto individui al mondo che sono più ricchi di metà degli abitanti della terra. Rifletterà sulla borsa di New York e sulla necessità dell’uomo di scommettere: gioco, perdita, debito, colpa… oppure anche vittoria, ricchezza, certezza.

 

Ufficio Stanpa a cura di Amelia Realino

Autore: Lu. Mar.

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