Teatro India di Roma. Dal 1 marzo, “Accabadora” con M. Piseddu. Regia di C. Cruciani

  

 

Dall’1 al 4 marzo Michela Murgia ritorna sul palcoscenico del Teatro India da autrice con Accabadora

protagonista Monica Piseddu diretta da Veronica Cruciani sul tema dell’eutanasia e della maternità surrogata

ACCABADORA

dal romanzo di Michela Murgia (Giulio Einaudi Editore)

drammaturgia Carlotta Corradi

regia Veronica Cruciani

con Monica Piseddu

scene e costumi Barbara Bessi – luci Gianni Staropoli – suono Hurbert Westkemper – video Lorenzo Letizia

realizzazione scene Antonio Belardi – assistente alle luci Raffaella Vitiello – assistente alla regia Giacomo Bisordi, Mario Scandale

Produzione Compagnia Veronica Cruciani, Teatro Donizetti di Bergamo, CrAnPi

con il contributo di Regione Lazio – Direzione Regionale Cultura e Politiche Giovanili – Area Spettacolo dal Vivo

 

Dall’1 al 4 marzo al Teatro India debutta Accabadora, romanzo di Michela Murgia (Einaudi 2009; vincitore Premio Campiello 2010), per la regia di Veronica Cruciani, interpretato da Monica Piseddu. La drammaturgia è stata affidata a Carlotta Corradi su richiesta della regista che da subito ha pensato di farne un monologo partendo dal punto di vista di Maria, la figlia di Bonaria Urrai l’accabadora di Soreni. Michela Murgia racconta una storia ambientata in un paesino immaginario della Sardegna, dove Maria, all’età di sei anni, viene data a fill’e anima a Bonaria Urrai, una sarta che vive sola e che all’occasione fa l’“accabadora”, parola di tradizione sarda, dallo spagnolo acabar, che significa “finire, uccidere”. Bonaria Urrai aiuta le persone in fin di vita a morire.

Maria cresce nell’ammirazione di questa nuova madre, più colta e più attenta della precedente, fino al giorno in cui scopre la sua vera natura. È allora che fugge nel continente per cambiare vita e dimenticare il passato, ma pochi anni dopo torna sul letto di morte della Tzia. È a questo punto della storia che comincia il testo teatrale. Maria è ormai una donna, o vorrebbe esserlo. Ma la permanenza sul letto di morte della Tzia mette in dubbio tutte le sue certezze.

 

Ufficio Stampa Teatro di Roma:   Amelia Realino  tel. 06. 684 000 308 I 345.4465117

e_mail: ufficiostampa@teatrodiroma.net

Autore: Redazionale

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