“Un filo di corallo rosso”, un volume di Maurizio De Benedictis edito da Avagliano

  

Scaffale

UN FILO DI CORALLO ROSSO
di Maurizio De Benedictis. Ed. Avagliano

Un grande romanzo sul male assoluto,

sulla colpa e sulla corresponsabilità

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Due giovani italiani, ricercatori di Storia moderna, dividono un appartamento alla periferia di Parigi dove si sono trasferiti per trascorrere un anno sabbatico. Ignazio, nelle Catacombe della città – in passato luogo di raccolta delle ossa di milioni di parigini, ora inquietante attrattiva turistica – incontra un vecchio tedesco che vi lavora come guida clandestina. Si frequentano, diventano quasi amici. Il tedesco gli narra fatti della Seconda guerra mondiale, come l’occupazione di Parigi con le truppe dei connazionali.

Svela poi particolari incarichi ricevuti in questa città e successivamente nell’est Europa, invasa dai nazisti con la volontà di annientare le “vite non meritevoli di essere vissute”. Ma chi è veramente quest’uomo? Ignazio scopre di avere a che fare con il capitano Christian Wirth, comandante dei campi di sterminio mediante monossido di carbonio. Davanti al protagonista si squarcia il sipario di uno dei più funesti eventi della Storia, l’Olocausto (o Shoah), da una prospettiva intima che lo mette in contatto con la vera guerra, quella combattuta dagli aguzzini contro le vittime.

I personaggi che incontriamo nel libro sono realmente esistiti. I carnefici Adolf Eichmann, “traghettatore” degli ebrei ai lager; Rudolf Höss, comandante del campo di sterminio di Auschwitz; Josef Mengele, specialista degli esperimenti “clinici” sui detenuti; infine Christian Wirth, esecutore materiale ferocemente determinato nel suo “lavoro sporco”… In contatto con essi, il chimico, ufficiale delle SS, Kurt Gerstein, che intendeva opporsi all’orrore ma non riuscì a farlo.

Dall’altra parte, tra le vittime, Miklós Nyiszli, medico ebreo costretto a collaborare con Mengele, e soprattutto Januz Korczak, celebre pedagogo, che pur potendosi forse salvare volle morire con i suoi giovanissimi allievi a Treblinka. Tra gli innocenti sacrificati splende un bimbetto che, prima di essere gettato nella camera a gas, trova per terra una collanina di corallo caduta a un coetaneo e la solleva in un gesto di vittoria…

 Questa immagine, fissata dallo sconvolto Gerstein in una testimonianza sul primo eccidio ufficiale col gas, indurrà Ignazio a una tranciante decisione finale, che volge il suo campo di studio – la Storia – a materia personale di vita e di morte.

Maurizio De Benedictis insegna Letteratura moderna e Storia del cinema all’Università La Sapienza di Roma. Ha curato saggi su Moliére, Pasolini, Gadda. Ha curato una Storia del cinema in quattro volumi intitolata Cinemondo. Ha pubblicato: Signori, il biglietto per favore. Una sceneggiatura sul bombardamento di San Lorenzo a Roma (2015). Per Avagliano ha pubblicato: Acting. Il cinema dalla parte degli attori (2005); Da Paisà a Salò. Parabole del grande cinema italiano (2010); A poco a poco quello sguardo. Frontiere del cinema americano (2012) e il romanzo L’estate di Greta Garbo (2006).

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Aggiornamento curato da Luisa Mariani

Autore: Redazionale

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