Al Teatro Quirino di Roma. Adriana Asti in “Memorie di Adriana” (dal 20 al 25 febbraio)

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Teatro Quirino di Roma

dal  20 al  25 febbraio

Teatro Franco Parenti
in collaborazione con Festival di Spoleto 60
ADRIANA ASTI

MEMORIE DI ADRIANA
un’idea di Andrée Ruth Shammah

di Adriana Asti

tratto dal libro Ricordare e dimenticare, conversazione tra Adriana Asti e René De Ceccatty
drammaturgia Federica Di Rosa
con Pietro Micci   Andrea Narsi
Paolo Roda   Antonella Fuiano

scene e costumi Gian Maurizio Fercioni
musiche Alessandro Nidi
al pianoforte Giuseppe Di Benedetto
luci Domenico Ferrari

adattamento teatrale e regia ANDRÉE RUTH SHAMMAH

°°°°

In prima nazionale al Festival di Spoleto, Memorie di Adriana è uno spettacolo … sul punto di cominciare … Infatti davanti alla porta chiusa del camerino di Adriana Asti va in scena invece un altro spettacolo, apparentemente non previsto.

Una figura si affaccia nel buio: “Lei non verrà. Io la conosco. Molto meglio di quanto lei conosca sé stessa…” e sarà lei, questa figura, a raccontare di quell’Adriana che non vuole entrare in scena, che fugge pur restando dov’è, che mostrandosi si nasconde, che dimenticando ricorda, che canta per restare sola.

Un’attrice sul palco deve diventare un personaggio per riuscire a parlare di sé: è un inganno, forse una necessità.

Ancora una provocazione, ancora una fuga.

Fantasie, pensieri, racconti prendono vita, mescolandosi al teatro.

A raccontare non sono soltanto gli episodi di una lunga carriera, le ansie del palcoscenico, gli incontri con i più grandi registi di teatro e di cinema, i travestimenti e le nudità, la leggerezza e la follia.

A raccontare è il meccanismo stesso di questo spettacolo, la scelta di apparire senza rivelarsi, di guardarsi da fuori quasi con distacco, riversando su quell’altra se stessa ironia e rabbia, irritazione e tenerezza.

Dentro questo meccanismo in cui nessuno gioca solo la sua parte, c’è un direttore del teatro che si vergogna della sua coda leonina, c’è un tecnico che vorrebbe non sentirsi una gallina che in realtà è un pollo, c’è un ammiratore che colleziona ricordi.

E soprattutto c’è lei, e c’è l’altra: una impigliata nelle tavole del palcoscenico, l’altra in camerino, a guardarsi allo specchio e cercare un nuovo trucco. Sempre a sentirsi fuori posto, per poi scoprire che forse l’unico posto è il teatro, perché totalmente illusorio.

 

ufficio stampa Teatro Quirino
Paola Rotunno responsabile  339.3429716
stampa@teatroquirino.it 

 

 

 

 

Autore: Redazionale

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