Circo mediatico e commissione banche

  

 

Circo mediatico

 

Commissione banche

La prevalenza del cretino…un male italiano.. (Fruttero e Lucentini)

°°°°

Renzi deve essere proprio convinto che siamo più cretini di lui. Dopo la stupida frittata referendaria del 2016, nel 2017 ha congegnato la “Commiss(t)ione banche”, con la assoluta convinzione che avrebbe tacitato i nemici, dei suoi amici, ed amica. Per questo ha affidato la commissione ad un personaggio dalle evidenti caratteristiche circensi: un funambolo della prima repubblica, con “le fisic du rhole” dell’”Augusto”, il pallido pagliaccio felliniano, che suona pure la tromba.

Con assoluta leggerezza (da donna cannone) questo “presidente” ci ha spiegato che gli oltre 60 miliardi di Euro (€. 60.000.000.000,00), che ci sono costate le banche, sono stati ben spesi, visto che, per il principio dei vasi comunicanti, sono finiti  nelle tasche di parenti ed amici.

Cominciamo a sospettare che costui  creda veramente a questa panzana. Ecco un italiano più cretino di Renzi. Il voto in commissione dei Berlusconidi ha dato il sigillo a tutta la sconcezza dell’operazione.

Lo  stesso giorno, dall’altra parte dell’oceano, un altro personaggio circense veniva seguito dal massimo di audience nella storia degli USA, per il “discorso alla nazione”. Tra i pochissimi al mondo avevamo predetto, nel marzo 2016, la vittoria di Trump: l’uomo giusto al posto giusto. La patria del capitalismo mondiale crede fermamente in tutti i messaggi, sia politici che mediatici, che il presidente “emana”: maschilismo, primatismo, potere assoluto del denaro.

Una sorta di Berlusconi al cubo, quest’ultimo ha però bisogno della “spalla” Renzi. Ricordate Totò e Peppino?.

Guardando la politica mondiale viene da pensare a quello che (già due secoli fa) serenamente affermava il Marchese del Grillo. “Io so io e voi non siete un c….”. Ecco la summa del rapporto tra la casta e noi comuni mortali.

Non ci resta che prenderne atto, limitandoci a qualche dantesca invettiva. (?)

                                                                        

Autore: Francesco Nicolosi Fazio

Condividi