La Piazza delle Memorie. Un luogo fisico per il ricordo e la riconciliazione

  

La piazza delle Memorie

 

Un luogo fisico per il ricordo e la riconciliazione.

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La ricorrenza del 27gennaio è ormai patrimonio della cultura occidentale; il giorno della liberazione di Auschwitz è motivo di dolorosa riflessione per gli esseri più sensibili, nei paesi cristiani.

La proposta è semplice: localizzare in ogni città un luogo dove ricordare, quotidianamente, lo sterminio degli ebrei mediante la intitolazione di una piazza. Ma si potrebbe aumentare il peso della scelta intitolando queste piazze, non solo alla memoria, ma alle memorie. In modo che tutti i genocidi, di cui l’umanità porta il peso, vadano ricordati: oltre gli Israeliti, i Rom (negli stessi campi di sterminio), ma anche gli Armeni e i Nativi americani.

Anche per ricordare che il genocidio può avvenire in varie forme, anche mediante la incruenta cancellazione delle culture nazionali.

Per la città di Catania ad esempio (dove io vivo e dalla quale reco testimonianza), si propone di intitolare “alle memorie” una piazza attualmente “anonima” la c.d. “piazza Umberto”, luogo che i catanesi si guardano bene di nominare  “Vittorio Emanuele III”, come la toponomastica ufficiale vorrebbe sia.

Oltre a prendere atto della “vocazione” toponomastica della piazza, si darebbe un doppio significato nel cancellare il nome del re che nel ’38 firmò le leggi razziste (razziali è un compiacente eufemismo) e si fregiò, tra l’altro, del titolo di “Imperatore d’Etiopia”, dopo il non trascurabile genocidio dei poveri abissini.

Un regnante inviso a tutti: dalla destra alla sinistra, passando anche per i cattolici, che nel referendum del ‘46 non presero certo le difese di casa savoia. Una volta tanto gli italiani (nel caso i catanesi) sarebbero tutti d’accordo su qualcosa. E sperare in una auspicabile riconciliazione nazionale.

Autore: Francesco Nicolosi Fazio

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