Un amore che anela a essere vissuto “Romeo e Giulietta” del Ballet Company of Gyor

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Un amore che anela a essere vissuto

 

Romeo e Giulietta  BALLET COMPANY OF GYŐR

 

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E’ nel rispetto della tradizione ma anche con indubbio spirito innovativo che l’ungherese Youri Vámos, coreografo indipendente dal 2009, e attivo, per oltre un decennio, presso la Deutsche Oper am Rhein, si è dedicato alla rivisitazione di soggetti tratti dal repertorio accademico, pervenendo a uno Schiaccianoci che innesta A Christmas Carol di Dickens nel tessuto narrativo e a una Bella Addormentata che narra di Anastasia e della caduta della dinastia dei Romanov. Alla fine degli anni Novanta, Vàmos concepisce il suo Romeo e Giulietta, ennesima trasposizione in danza dell’arcinota e sempre affascinante vicenda shakespeariana. La produzione, vista al Teatro Duse di Bologna, nell’interpretazione del Ballet Company of Győr, trova ideale ambientazione negli anni Trenta, in un luogo imprecisato dell’Italia novecentesca, a tributo del genio di Prokof’ev e della splendida partitura musicale che il compositore scrisse, nel 1935, per lo storico balletto-capolavoro sovietico di Lavrovskij, su commissione del Bol’soj di Mosca.

La brutale faida fra Montecchi e Capuleti, la perdurante inimicizia fra le due famiglie, e, per contro, l’innocenza e l’imprudenza giovanile dei due protagonisti conferiscono alla trama un drammatico lirismo. Lo slancio irrefrenabile di un amore che, a dispetto di ogni impedimento, anela ad essere vissuto avrebbe ispirato, successivamente alla sortita del balletto di riferimento, la creazione di altre memorabili soluzioni coreografiche: gli allestimenti-modello, di luminescente e rinascimentale bellezza, dei britannici John Cranko e Kenneth MacMillan, innanzitutto; ma anche l’ardita e filo-orwelliana rilettura del franco-albanese Angelin Preljocaj, entrata di diritto fra i classici della contemporaneità. 

In uno spazio d’azione essenziale, dominato da alte e nere arcate, a tratti luccicanti, riverberanti oro, la coreografia di Vàmos presenta un andamento rapido e cangiante, sviluppandosi, gaia e pittoresca, energica e impetuosa, in un mutare ininterrotto di umori e di atmosfere. Gioiose ragazze in boccio con fiori fra i capelli. Processioni religiose. Bande di giovani gagliardi, dediti allo scherzo, ma anche alteri e sprezzanti, inclini a sfidarsi pericolosamente. Uomini di sobria ed impeccabile eleganza, in abito scuro, con tanto di cappello e bastone da passeggio, dalla presenza greve, che incutono timore. Chiaro il rinvio alle cosche mafiose e ai loro capi, reso ancor più evidente dal comparire, a fondo scena, di un Escalo-padrino che, con pochi cenni, e silente autorevolezza, intima di placare gli animi, richiamando all’ordine gli astanti.

Nel dipanarsi di una danza fluida e vitale, che si esprime al meglio nei movimenti corali – particolarmente efficace l’ensemble di coppie-tangueros a Palazzo Capuleti, complice la suggestione offerta dalle poderose cadenze della partitura di Prokof’ev – romantici e palpitanti passi a due si intercalano alle danze d’assieme, con figure e legazioni che inneggiano all’amore incondizionato, alla passione. E’ il luminoso affermarsi della vita, che si oppone al buio dell’acredine, all’inconsulta violenza degli atti omicidi, qui perpetrati a colpi d’arma da fuoco. L’allegra compagnia di musicanti, la briosa combriccola di Romeo, il fare ironico e irriverente dello scanzonato Mercuzio rasserenano l’azione, avvalorata da costumi, toni, gestualità e movenze che di frequente rimandano alla cultura popolare, all’insopprimibile giocosità, all’intrinseca gaiezza tipiche del Sud d’Italia. Il ricorso a occhiali da sole e nasoni carnevaleschi per celare l’identità del giovane Montecchi e compagni nella dimora di Giulietta mostra, nondimeno, e unitamente a una certa attenzione nella messa a punto di dettagli irrilevanti solo in apparenza, l’inventiva dell’autore. Un allestimento gradevole, coerentemente strutturato, riuscito nel suo insieme. E una prova superata per i danz-attori della compagnia di Győr nel non semplice confronto con la difficile arte del remake. 

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Teatro Duse di Bologna   

Romeo e Giulietta

BALLET COMPANY OF GYŐR

coreografia Youri Vàmos   musiche Sergei Prokofiev  assistenti Joyce Cuoco, Alexej Afanassiev, Zsuzsanna Kara

scene e costumi Michael Scott  luci Klaus Gärditz, Péter Hécz   direttore artistico: László Velekei  direttore: János Kiss

 

 

Autore: Luana Bombardi

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