“Una giornata particolare” al Teatro Verga di Catania dal 23 al 28 gennaio

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Una giornata particolare

adattamento teatrale Gigliola Fantoni
autori dell’opera originaria Ettore Scola e Ruggero Maccari

Personaggi e Interpreti in o.e.
Antonietta Valeria Solarino
Umberto, il figlio Matteo Cirillo
Emanuele Paolo Giovannucci
Romana, la figlia / Portiera Anna Ferraioli
Arnaldo, il figlio / Poliziotto Paolo Minnielli
Maria Luisa, la figlia Federica Zacchia
Gabriele Giulio Scarpati

scena Luigi Ferrigno
costumi Marianna Carbone
luci Raffaele Perin
video e suoni Marco Schiavoni
regia Nora Venturini
produzione Gli Ipocriti

Teatro Verga, dal 23 al 28 gennaio 2018

 

“Una giornata particolare”:
l’’indimenticabile film di Ettore Scola rivive sul palcoscenico

Gulio Scarpati e Valeria Solarino
nei ruoli che furono di Marcello Mastroianni e Sofia Loren

Giulio Scarpati e Valeria Solarino

CATANIA – “Una giornata particolare”: il film capolavoro di Ettore Scola, magistralmente interpretato nel 1977 da Marcello Mastroianni e Sofia Loren, rivive quarant’anni dopo in teatro nelle performance di due attori di grande talento, Giulio Scarpati e Valeria Solarino, per la regia di Nora Venturini. Lo spettacolo, prodotto dalla compagnia “Gli Ipocriti” e reduce dal successo in tournée nazionale, sarà ospite del Teatro Stabile di Catania, dal 23 al 28 gennaio alla sala Verga.
Gigliola Fantoni ha curato l’adattamento teatrale dell’opera originaria firmata a quattro mani da Ettore Scola e Ruggero Maccari. La scena è di Luigi Ferrigno, i costumi sono di Marianna Carbone, le luci di Raffaele Perin, video e suoni di Marco Schiavoni. Protagonisti assoluti Valeria Solarino (Antonietta) e Giulio Scarpati (Gabriele), mentre nei ruoli di fianco agiscono Matteo Cirillo (il figlio Umberto), Paolo Giovannucci (Emanuele), Anna Ferraioli (che interpreta la figlia Romana e la portiera), Paolo Minnielli (il figlio Arnaldo e un poliziotto), Federica Zacchia (la figlia Maria Luisa).

Scarpati torna così al teatro, luogo e mondo in cui si è formato e affermato, prima ancora dei grandi successi cinematografici (David di Donatello nel 1994 quale migliore attore per il film “Il giudice ragazzino”) e televisivi (con fiction televisive da “Un medico in famiglia” a “Fuoriclasse”). Dal canto suo Valeria Solarino, celebre attrice cinematografica di indubbio fascino e talento, ama cimentarsi sulle assi del palcoscenico.
“Abbiamo deciso di mettere in scena Una giornata particolare – sottolinea la regista Nora Venturini – superando timori e scrupoli verso il capolavoro cinematografico originale, perché a ben guardarla la sceneggiatura di Scola e Maccari nasconde una commedia perfetta. Un ambiente chiuso, due grandi protagonisti, due storie umane che si incontrano in uno spazio comune in cui un uomo e una donna sono “obbligati” a restare, prigionieri. Fuori il mondo, la Storia, di cui ci arriva l’eco dalla radio. Un grande evento che fa da sfondo a due piccole storie personali, in una giornata che sarà particolare per tutti: per Gabriele, per Antonietta, per la sua famiglia che si reca alla parata, per gli Italiani che festeggiano l’incontro tra Mussolini e Hitler, senza sapere quanto fatale sarà per i destini del Paese”.

L’azione si svolge proprio il 6 maggio del 1938, giorno della visita del Fuhrer a Roma. In un comprensorio popolare, Antonietta, moglie di un usciere e madre di sei figli, prepara la colazione, sveglia la famiglia, aiuta nei preparativi per la parata. Una volta sola, inavvertitamente, apre la gabbietta del merlo che va a posarsi sul davanzale di un appartamento di fronte al suo. Bussa alla porta, ad aprirle è Gabriele, ex annunciatore dell’EIAR che sta preparando la valigia in attesa di andare al confino perché omosessuale. Antonietta, donna ignorante e plagiata dall’affascinante figura di Mussolini, rispecchia in pieno il ruolo di donna del “regime” dedita alla famiglia, succube del marito e “mezzo di produzione” per la macchina bellica. È rapita dal fascino discreto di Gabrielee, inconsapevolmente, tenta di conquistarlo mentre lui è costretto a confessare la sua omosessualità causa anche del suo licenziamento. Mentre la radio continua a trasmettere la radiocronaca dell’incontro tra Hitler e Mussolini, Antonietta e Gabriele si rispecchieranno l’una nell’altro condividendo la solitudine delle loro anime. Gabriele regala ad Antonietta un libro (I tre moschettieri) che rappresenta il simbolo di una speranza, ovvero che le donne possano affrancarsi dalla loro condizione di “schiave” in cui erano state relegate dal regime fascista, attraverso la conoscenza e la cultura.

Nora Venturini ribadisce l’essenza teatrale della sceneggiatura. “Unità di tempo, unità di luogo. E due personaggi che, grazie al loro incontro, cambiano, si trasformano sotto i nostri occhi, scoprono una parte nuova di se stessi, modificano il loro sguardo sulla realtà che li circonda. Antonietta, asservita ai figli e al marito, grazie a Gabriele mette in discussione le sue certezze sul regime, inizia a dubitare sulle verità propagandate dal fascismo, acquista maggiore rispetto di se stessa, assapora un modo diverso di stare con un uomo. Gabriele, omosessuale licenziato dalla Radio e in procinto di essere spedito al confino, costretto tutta la vita a fingere e a nascondersi, con Antonietta finalmente si sente libero, esce allo scoperto, per la prima volta si sente accettato, apprezzato e amato per quello che è. Ignorante e sottomessa lei, colto e raffinato lui, apparentemente diversissimi, si sentono, si annusano, si riconoscono. Sono due umiliati, due calpestati, sono due ultimi. Nel giorno del ballo, sono le due Cenerentole rimaste a casa. E la loro storia è la storia, purtroppo sempre attuale, di coloro che non hanno voce, spazio, rispetto, e sui destini dei quali cammina con passo marziale la Storia con la S maiuscola.”

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Autore: Redazionale

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