Teatro India di Roma. “Reparto Amleto”, scritto e diretto da Lorenzo Collalti

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Teatro India di Roma

“Reparto Amleto”, scritto e diretto da Lorenzo Collalti

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Ironico, profondo, piacevole e riflessivo. Un mix perfetto quello di “Reparto Amleto”, lo spettacolo teatrale scritto e diretto da Lorenzo Collalti di scena in questi giorni al Teatro India- Teatro di Roma. Il progetto, in collaborazione con la compagnia teatrale “L’Uomo di Fumo“, si inserisce nel percorso di stagione Shakespeare nostro contemporaneo. Un viaggio tra le perle dello scrittore inglese, il più venduto al mondo con 4 miliardi di copie, rivisitando le opere più celebri con la sensibilità di oggi: da Re Lear di Giorgio Barberio Corsetti a Riccardo II di Peter Stein fino a Macbettu in sardo per la regia di Alessandro Serra.

Passare dalla tragedia più conosciuta, rappresentata e rivista della storia a una commedia contemporanea, adattare un capolavoro del genere e avere la convinzione di poterlo proporre in maniera coinvolgente al pubblico ha quel pizzico di incoscienza giovanile che rende il regista e i 4 ragazzi del cast ancora più meritevoli di avere fatto sold out in queste giornate di gennaio.

“Se il personaggio di Amleto – racconta Collalti – fosse stato svuotato dalle infinite rappresentazioni e fosse sprofondato in una pesante depressione? Se fosse in una crisi continua, sottoposto a diverse interpretazioni degli innumerevoli registi fino a non capire più chi sia realmente e quali siano i suoi obbiettivi? Non risulterebbe forse più umano e vicino a noi? Questo è l’esperimento del testo: partire da un paradosso teatrale per raccontare il personaggio di Shakespeare”.

Reparto Amleto approda a Roma dopo aver vinto il premio come Miglior Spettacolo al Festival Under 25 Dominio Pubblico 2017 nella rassegna “Dominio Pubblico – La città agli under 25” a cui ha fatto seguito l’interesse del Teatro di Roma come testimoniamo le parole del direttore Antonio Calbi: “Accogliere questa proposta è un ulteriore elemento per sostenere la fucina di nuove creatività e rinforzare l’identità de Teatro India come fabbrica del teatro di domani”. Nello stesso periodo il progetto di Collalti si è aggiudicato il I premio della “Groups’ Competition e il Premio SIAE alla miglior drammaturgia durante il Festival Internazionale dei 2Mondi di Spoleto 2017.

Unica scena, quattro personaggi: risate, silenzio e la ricerca di se stessi. Quello di Collalti è un prodotto serio e ambizioso, pericoloso nelle premesse ma perfettamente riuscito nell’obiettivo: replicare l’Amleto oggi. Un Amleto svuotato dalle sue rappresentazioni e caduto in una profonda depressione, immergerlo nella solitudine e nell’alienazione di una società attuale e calarlo in un reparto ospedaliero, sviscerare le dinamiche umane e psicologiche del personaggio shakespeariano era cosa assai complicata con il rischio di banalizzare il tutto e rendere piatta la prosa. La resa è brillante: l’atmosfera intima e per certi versi giustamente claustrofobica, i quattro personaggi messi in scena con un dialogo serrato, un linguaggio assurdo ma mai scontato e sempre avvincente ha trasformato i 60 minuti dello spettacolo in un veloce e animato confronto tra Amleto e la nostra umanità.

La scelta, azzeccata, del cast: Luca Carbone nei panni di Amleto, attorniato da due portantini, il romano Flavio Francucci e il lucano Cosimo Frascella , supervisionati, strigliati e animati dal medico dell’ospedale interpretato da Lorenzo Parrotto (quest’ultimo insieme a Francucci hanno partecipato al recente Ragazzi di vita al Teatro Argentina). Dall’inizio alla fine il pubblico non riesce a perder un istante della rappresentazione: pensieri profondi, comicità pungente e la vita “amletica” del protagonista si fondono in una storia umana drammatica e senza tempo. (St. Giov. ilrecensore.it)

Autore: Redazionale

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