I Restivori, un incubo metropolitano. Teatro Stabile di Catania, Teatro del Canovaccio – Dall’11 al 14 gennaio “La fabbrica del consenso” di Eliana S. Esposito

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I Restivori. Un incubo metropolitano

 

Al servizio del Potere di Eliana Silvia Esposito

Teatro Stabile di Catania – Teatro del Canovaccio

A quali aberrazioni potremmo piegarci se opportunamente stimolati? Fino a che punto sapremo mantenere la nostra dignità? Non sentiamoci troppo sicuri…Siamo facilmente asservibili. Il Potere occulto sa come fare. Può arrivare a convincerci che nutrirsi di feci è un’ottima alimentazione. In questa sorprendente, provocatoria performance dai toni miasmatici assistiamo a questa possibilità divenuta realtà.

Quando si parla del Potere e dei suoi condizionamenti il pensiero va ad un volto scavato e denso, una delle voci di denuncia che più hanno segnato il nostro tempo con le sue profetiche eapocalittiche visioni di un’Italia senza eroi e senza santi, nuda e consegnata al subdolo potere che la domina. Pier Paolo Pasolini a tratti inevitabilmente appare messianicamente in video nello spettacolo Al servizio del potere – La fabbrica del consenso di Eliana Silvia Esposito al Palazzo dei Minoriti di Catania. Deus ex machina, a memento, durante l’intera mise en espace.

Dissacratoria quanto ironica, volutamente e coraggiosamente disgustosa, virtualmente maleodorante, ma anche divertente, la vicenda ruota, rischiando di essere monocorde, sulla metaforica stirpe degli umani “Restivori”, genìa indotta e dedita a nutrirsi “nientepopodimenochè” (per dirla con un vetusto linguaggio televisivo) di escrementi umani, detti eufemisticamente “resti”, propri o altrui. Sconcerta? Repelle? Già. Senonchè spesso ci nutriamo di “resti maleodoranti”, senza rendercene conto. Allarme rosso: la Fabbrica del Consenso condiziona, fino all’inverosimile.

L’estremismo a cui ricorre l’autrice e regista dello spettacolo ci riporta, pur sorridenti, a uno dei film più sconcertanti del nostro cinema. La grande ombra di Salò si allunga inesorabilmente su tutta la pièce, ma qui (fortunatamente) la coprofagia si dispiega in chiave ironica e virtuale, a tratti comica, attraverso una serie di quadri paradossali, fomentata, favorita, esaminata scientificamente, oggetto di dibattiti e di reiterate disquisizioni, dai quattro protagonisti, immersi nella febbre dei mass media, dei talk show, delle “trasmissioni culturali”, della delirante pervasività dei manipolatori di consensi, dissensi, strategie subdole, finzioni e sopraffazioni.

Attraversando tipologie variegate, sostenute da varie fogge e da una recitazione sopra le righe, in sinergia con un testo farcito di battute a raffica, di movimenti incessanti, di giochi di parole dal vago sapore goliardico, ma certamente tesi ad alleggerire il senso di inevitabile copro-angoscia, in abbigliamento punk-fantascientifico (che essere Restivori sia il nostro futuro?) i quattro Cavalieri dell’Apocalisse dello sciacquone, si spalmano visceralmente su ogni realtà reale o virtuale, incalzanti, fuorvianti, nulla tralasciando dello straordinario potenziale dei “ resti”, fino all’ultimo water.

Il tema, scottante, dolorosamente incalzante, carnalmente restituito nel delirio dei corpi coprofagi, ci riporta all’allucinante clima dell’epifanico “ I persuasori occulti” di Packard, con la consapevolezza che la nostra resistenza ai condizionamenti potrebbe essere sempre più labile. Il pecorume, annunciato in una delle belanti scene iniziali, sembra avanzare minacciosamente. Essere pecore non è un male…(nella cultura cinese questo animale è modello di gentilezza e passività), ma solo in un caso: se si è nati pecora.

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Al servizio del potere

Testo e Regia – Eliana Silvia Esposito

Riprese e montaggio video – Alessandro Marinaro e Fino La Leggia

Luci e fonica – Simone Raimondo

Musiche – Drom Zero

Con Carmela Buffa Calleo – Antonio Caruso – Neculai Cattaneo – Raffaella Esposito

Produzione Teatro Stabile di Catania in collaborazione con Teatro del Canovaccio

Autore: Anna Di Mauro

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