Anna DI MAURO – La morte addosso…come una marsina stretta (Pirandello al Castello Ursino di Catania)

 

Il mestiere del critico

 

 

LA MORTE ADDOSSO…COME UNA MARSINA STRETTA


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’uomo dal fiore in bocca e Marsina stretta al Castello Ursino di Catania

 

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Secondo appuntamento con le novelle di Pirandello nella Corte del Castello Ursino per le notti catanesi sotto le stelle. A cura di Angelo Tosto, regista oltre che interprete di “La morte addosso” e “Marsina Stretta”. Ancora il metateatro la cornice, per  due quadri diversi.
Tema comune: la morte. Annunciata da un epitelioma, “ il fiore in bocca” dell’atto unico datato 1923, nella prima novella, foriera di nozze impossibili la seconda.
In entrambe il tema finisce per essere occasione di una presa di coscienza che può restituire alla vita la sua bellezza, consumata dall’abitudine.

Con la consueta originalità e l’eleganza forbita di un fraseggiare  sempre diverso, pur se gravitante intorno agli stessi temi – la forza drammaturgica  insieme alla capacità di trasporre le formule di un gioco letterario che si tende fino allo spasimo – entriamo in punta di piedi, tra prove e provini attoriali nell’aspro e bonario mondo del teatro che fa il verso a se stesso, per arrivare al teatro “alto”.

Ed eccoci in una stazione ferroviaria, tra viaggiatori e avventori di un bar.
Due uomini parlano tra loro e di loro, rivelando sfaccettature insospettabili, scivolando poco a poco nella rivelazione epifanica del male sbocciato come un fiore maligno sulla bocca del primo avventore, che tuttavia lo intride della necessità di assaporare ogni attimo della vita degli altri, poiché in procinto di perdere la propria. Lo squarcio di una precarietà senza sconti genera un apprezzamento del quotidiano, dei gesti più semplici, come l’impacchettare, minuziosamente descritto e gustato, con la ricchezza descrittiva di un ricamo, contro l’ottusità dell’interlocutore, lontano da quello sguardo rivelatore che “il fiore” ha donato.

Paradosso e rovesciamento del significato anche per la seconda rappresentazione dove il protagonista è  un anziano testimone di nozze, che all’uopo ha affittato una marsina così stretta da lacerarsi al momento di venire indossata. Quella manica strappata gli provoca una rabbia profonda, sottesa quanto violenta, fino al punto che, morendo disgraziatamente la madre della futura sposa e profilandosi la minaccia di un rinvio delle nozze,  il testimone troverà la forza e l’energia per imporre lo sposalizio: “questo matrimonio s’ha da fare”, evocando memorie manzoniane.

Un invito a leggerle due straordinarie novelle… Questa fedele lettura animata a più voci, con un cast di tutto rispetto, ha trovato una formula semplice, congeniale, garbata, per entrare nel microcosmo affascinante e inquietante di una delle figure del ‘900 più letta, rappresentata e saccheggiata.

Il progetto continuerà nei prossimi giorni con un terzo, atteso incontro.


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Novelle per un anno
di Luigi Pirandello
La morte addosso
Marsina stretta

Con Giorgia Boscarino, Alessandra Costanzo, Silvio Laviano, Gaia Lo Vecchio, Liborio Natali, Giampaolo Romania, Angelo Tosto

Adattamento e regia di Angelo Tosto
Costumi  Riccardo Cappello
Luci  Salvo Orlando

Corte del Castello Ursino di Catania

Autore: admin

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