Sauro BORELLI – Esterno Notte. La cognizione del dolore (“Manchester by the sea”, un film di K. Lonergan)

 

Con l’apertura delle Arene Cinema nelle varie città italiane, ci sembra opportuno riproporre gli articoli sui film segnalati dai nostri migliori collaboratori nel corso della stagione 2016-17

 

Esterno Notte

 


LA COGNIZIONE DEL DOLORE


 

 

 

 

 

 

 

 

“Manchester by the Sea”, un film di Kenneth Lonergan

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Negli Stati Uniti sono circa trenta le piccole città chiamate Manchester. Tra queste, Manchester by the Sea – cinquemila abitanti, nel Massachussetts – è giusto quella in cui è stato girato il film omonimo di Kenneth Lonergan (al suo terzo lungometraggio) dedicato al caso particolare di un idraulico, già nato e cresciuto in quello stesso luogo, e attualmente inerte, emarginato tuttofare in un anonimo seminterrato di una Boston periferica.

Si tratta di una storia malinconica. Il personaggio in questione, tale Lee Chandler, sembra sopravvivere esclusivamente per scontare il dolore, la colpa di un tracollo della propria cerchia familiare – culminato con la morte del fratello Joe – avvenuto, appunto, a Manchester anni fa. In questo scorcio biografico Lee Chandler viene raggiunto dall’incombenza di fare da tutore allo scriteriato nipote Patrick, un adolescente indocile bisognoso di una attenta tutela e soprattutto di affetto.

Nasce in questi frangenti l’intento del tormentato Lee di ricostruire almeno in parte la propria vita sull’esempio della già abbandonata moglie Randi. La qual cosa comporta una dedizione anche maggiore ai penosi ripensamenti della propria desolata condizione, in concomitanza con tutte le persistenti sofferenze di un passato, di frequentazioni rovinosi. Si verificano così molteplici scompensi e squilibri di una situazione perennemente intrigata tra passato e presente qui evocata attraverso flashback, inserti di tante altre esperienze negative.

Originariamente, Manchester by the Sea, scritto dallo stesso Lonergan, avrebbe dovuto essere realizzato con la regia e l’interpretazione del talentuoso Matt Damon, ma per imprescindibili impegni di quest’ultimo lo stesso Lonergan ha provveduto a realizzare con tale film la sua nuova opera dopo il pregevole Conta su di me (premiato al Sundance Festival). Ambientato sulle coste settentrionali del Massachussetts (con una attenzione privilegiata alle preziose digressioni naturalistiche), il film vede magistrali interpreti Casey Afflek (già Golden Globe come migliore attore), Michelle Williams, Lukas Hedges.

L’elemento di spicco di questa vicenda colma di spunti psicologicamente angosciosi resta lo spossato rimorso con cui Lee Chandler riesuma i fatti, le circostanze destabilizzanti dei suoi lontani trascorsi. E inutile sarà il succedersi di fragili tentativi di ripristinare un senso, una condotta esistenziale di rinnovato valore. Tutto si sfrangia, si disunisce in una vaga, velleitaria smania di rigenerazione o, al più, di una acquietata normalità.

Significative al proposito le precisazioni di Kenneth Lonergan, in ispecie riguardo alla prova di Ben Affleck nel ruolo del protagonista: “È stato il felice risultato di conversazione e investigazione. Insieme abbiamo capito che il suo personaggio doveva tenere tutto sotto controllo in opposizione al passato che non ha potuto gestire”. Oltretutto, Manchester by the Sea non rifugge nemmeno da una certa aria umoristica. Perché, continua Lonergan: “L’ironia completa il quadro della vita”. Come sapeva bene il vecchio Shakespeare. Ovvero l’autentica cognizione del dolore.

Autore: admin

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