Cinzia BALDAZZI – La poesia, lo spazio, il paesaggio (“InCerti Luoghi”, Pisogne 24-25 giugno)

 

Festival

 

 

LA POESIA, LO SPAZIO, IL PAESAGGIO

“InCERTI LUOGHI” – PISOGNE (BS), 24-25 GIUGNO

 

La poésie ne s’impose plus, elle s’expose.

Paul Celan

°°°°

Le cose vanno cercate là dove si trovano. I soldi, per Bertolt Brecht. L’amore, secondo Paulo Coelho. La libertà, per Pablo Neruda. E la poesia? Alla metà del secolo scorso, il poeta rumeno-ebreo Paul Celan, di lingua tedesca, dichiarava di cercare la poesia come si cerca un «luogo». Attraverso il tramite di qualità di tipo spaziale, la poesia riesce a comunicare con gli spazi della realtà. Celan rimanda a un luogo preciso, che però non esiste ed è inteso in termini assoluti come una vera e propria u-topia. Ma il «non luogo» della poesia, nonostante il suo statuto di non-esistenza, possiede una certa concretezza, in virtù dell’appello all’umano di cui esso consiste.

Il gioco di parole che dà il titolo alla manifestazione “InCerti Luoghi… presentimenti di azzurro”, a Pisogne il 24 e 25 giugno, ricalca con sorprendente precisione la concezione celaniana di una poesia nutrita dalla certezza di un’identificazione spazio-temporale, storico-geografica, individuale, e alleggerita dall’indeterminatezza di un fare poetico sfuggente, non classificabile, difficile da catturare.

Tutto dipende da come si definisce il contesto: «Non viviamo in uno spazio omogeneo e vuoto», spiegava Celan, «ma al contrario carico di qualità, anche probabilmente abitato da fantasmi». E proseguiva: «È quello della nostra percezione primaria, dei nostri sogni, delle nostre passioni: uno spazio leggero, etereo, trasparente, oppure aspro, oscuro, saturo».

Il Festival “InCerti luoghi” è nato quattro anni fa a Pisogne, paese sulla sponda nord-orientale, bresciana, del Lago d’Iseo, per rispondere a un preciso intento, filo conduttore delle varie edizioni: «Tenere alta l’attenzione al paesaggio, in primo piano quello circostante», spiegano gli organizzatori: «Lago, conca morenica, collina, montagna, non dimenticando siti importanti (giardini, parchi, musei), diventando cassa di risonanza delle voci poetiche contemporanee che, come noi, hanno a cuore tanta bellezza».

Nel pomeriggio del sabato, i partecipanti si dànno appuntamento all’imbarcadero di Pisogne e, su un battello, navigano verso la parte sud del Lago d’Iseo fino a Riva di Solto, ascoltando durante la traversata le performance di Yari Bernasconi, giovane autore ticinese presentato in antologie e raccolte e tenuto a battesimo dal poeta suo conterraneo Fabio Pusterla, e gli interventi di Fabio Scotto,  poeta, critico letterario,  studioso di letteratura francese, docente all’ateneo bergamasco. A far da testimone, di fronte, il Monte Isola, il più grande promontorio lacustre d’Italia.

Appena il tempo di tornare a Pisogne e, il giorno dopo, la domenica mattina, si sale sul treno verso nord, in direzione dell’Adamello, percorrendo circa quaranta km fino a raggiungere Cedegolo, dove il Musil (Museo dell’energia idroelettrica) ospita l’incontro con i versi di Valerio Magrelli, il violoncello di Daniela Savoldi e  la performance teatrale dell’attrice Valentina Fariello.

Insomma, “InCerti Luoghi” sarebbe piaciuto a Paul Celan, secondo il quale la concezione u-topica della poesia non ha in sé tanto il concetto dell’irraggiungibile, quanto l’idea del “percorrere”, del fare esperienza poetica lungo una linea precisa sebbene immateriale, ma allo stesso tempo terrestre, reale, attraverso territori biografici e concettuali, unendoli tutti e infine ritornando circolarmente a se stessa. Il luogo utopico è la motivazione e la modalità per ritornare a se stessi.

E a Pisogne si torna, come centro di una manifestazione che quest’anno pone al centro la figura di Antonia Pozzi, poetessa milanese dalla vita breve e tragica, scomparsa ventiseienne, esperta di quelle montagne cui ha dedicato decine di poesie nate proprio dalla frequentazione costante con l’ambiente montano.

L’amore appassionato per le vette innevate, le arrampicate, lo sci, la bicicletta, la vita all’aria aperta, convivono con ottimi studi universitari: nell’ambiente accademico della Statale, la Pozzi ha modo di incontrare Vittorio Sereni, poi suo amico fraterno, e di frequentare la “miglior gioventù” filosofica di allora, da Enzo Paci a Luciano Anceschi, da Remo Cantoni a Dino Formaggio, fino al docente di estetica Antonio Banfi.

In passato il festival è stato dedicato ad Andrea Zanzotto e a Camillo Sbarbaro, in una ideale e forse inconsapevole condivisione del pensiero di Paul Celan: per lo scrittore, la poesia è uno spazio di realtà autonomo, avvinghiato agli accadimenti per mezzo di un costante vincolo di memoria. Spetta proprio al ricordo della Pozzi inaugurare en plein air l’edizione 2017 nel parco pubblico cittadino, attraverso un dialogo con il poeta Franco Buffoni e le letture di Chiara Bazzoli.

Nel pomeriggio il festival va a scoprire la seconda location, navigando sul lago fino a Riva di Solto, e il mattino dopo segue la strada ferrata fino a Cedegolo, dove una vecchia centrale idroelettrica dismessa dall’Enel mezzo secolo fa (ma progettata nel 1911) ospita ora il Musil, cornice di letture poetiche, brani musicali e recitativi. Nello stesso pomeriggio, si torna ad Antonia Pozzi con il film sulla sua vita Poesia che mi guardi della regista Marina Spada, e la mostra dell’artista Agostino Perrini, recentemente scomparso, curata da Antonio Burlotti.

«Stiamo tessendo un progetto», affermano gli organizzatori, «con tanti fili già accostati a creare un canovaccio sul quale poi “sericamente” ricamare»: preziose coordinate spazio-temporali, architettoniche e paesaggistiche, fanno da asse cartesiano a letture di versi, note di violino, quadri d’autore.

Viviamo in un’epoca in cui lo spazio si offre sotto forma di relazioni di dislocazione: nell’idea celaniana, la scrittura condivide con la realtà spazi concreti e astratti. Concludono gli amici di PoesiaInFestival: «Si naviga, si viaggia in treno, si passeggia in giardini tra paesaggi naturali e artificiali, carichi di storia, arte, lavoro».



“InCerti luoghi… presentimenti di azzurro”

sabato 24 e domenica 25 giugno 2017

PoesiaInFestival

all’amico Agostino Perrini

 

 

Sabato 24 giugno

11:00 Parco comunale di Pisogne

Inaugurazione Festival InCerti luoghi2017

Desiderio di cose leggere: Antonia Pozzi nelle parole del poeta Franco Buffoni.

Interviene Giuseppe Magurno

Le poesie di Antonia Pozzi: legge Chiara Bazzoli

15:00 Imbarcadero di Pisogne

Yari Bernasconi, poeta, dialoga con Nicola Rocchi in navigazione

Fabio Scotto, poeta dialoga con Stefano Malosso

Riva di Solto – Borgo.   Visita guidata al piccolo borgo lacustre a cura di Mariangela Piziali

18.00 Rientro a Pisogne


Domenica 25 giugno

9:45 Pisogne Stazione Trenord

Arrivo a Cedegolo al  Musil – Museo dell’energia idroelettrica

11.00 Valerio Magrelli, poeta, dialoga con Massimo Migliorati.

A seguire “Musica d’acciaio” Il violoncello di Daniela Savoldi

“Come acqua che scorre” performance teatrale di Valentina Fariello

13.30 Bon appétit, buffet gentilmente offerto da Casa Panzerini di Cedegolo

In sala video proiezione del film Poesia che mi guardi di Marina Spada sulla vita e la poesia di Antonia Pozzi

15.00 Sala Ghitti Inaugurazione della mostra di Agostino Perrini

“Tra Nulla e quasi” (fino al 9 luglio)  Presentazione a cura di Franca Grisoni e Marco Frusca

18.00 rientro a Pisogne in treno

 


Associazione Culturale Molecole

via Balzerina n.14 – 25057 Sale Marasino (BS)

Referenti: Rita Gorini – Presidente

Anastasia Guarinoni  cell. 340 3581053 fadoanastasia@gmail.com

 

 

Autore: admin

Condividi