Italo SPADA- Saggistica breve. Passato e presente nel terzo film di Francesco Bruni

 

Saggistica breve

 

 

PRESENTE E PASSATO, DUE MONDI A CONFRONTO

Distillati nel terzo film di Francesco Bruni, con protagonista l’inusitato (eccellente) Giuliano Montando

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Ricomincia da tre anche Francesco Bruni. Dopo “Scialla “ (2001) e “Noi 4 “ (2014) ecco “Tutto quello che vuoi”. Non un capolavoro, ma un film godibile sul presente e sul passato, poetico e prosaico, leggero e pesante, in grado di attirare l’attenzione di giovani e anziani. Al centro della vicenda un ragazzo e un vecchio. Il primo si chiama Alessandro, ha ventidue anni, è ignorante e attaccabrighe, non ha voglia di lavorare, ha un pessimo rapporto con il padre e con la donna straniera che ha preso il posto della madre scomparsa quando lui era ancora in tenera età.  Il secondo si chiama Giorgio, ha ottantacinque anni, ha combattuto in Toscana da partigiano durante la seconda guerra mondiale a fianco degli americani che risalivano verso il Nord, è un poeta che, affetto dal morbo di Alzheimer, vive confondendo nomi e persone.

Due mondi che Bruni fa incontrare prendendo lo spunto dal vissuto familiare e proiettando la malattia di suo padre in un Giuliano Montaldo che, come ha pubblicamente dichiarato, è stata “la prima persona di cinema importante” incontrata appena giunto a Roma. Il regista di “Gott mit uns”, “Sacco e Vanzetti”, “Giordano Bruno” e “L’Agnese va a morire” (qui nei panni di Giorgio) non impartisce al giovane Andrea Carpenzano (Alessandro) solo lezioni di recitazione, ma anche di vita. Ed è su questo aspetto che conviene riflettere, sorvolando su alcune sequenze (come i pestaggi tra arroganti giovani trasteverini, l’intrusione collettiva in casa altrui, la tresca amorosa tra Alessandro e la madre del suo amico,  il poco credibile furto al supermercato, il viaggio in Toscana dell’allegra brigata, l’improvvisa arrendevolezza della polizia stradale, il ripescaggio da palombari del tesoro-reperto storico, ecc.) che sembrano inserite per alleggerire la tensione, strappare sorrisi e accontentare i gusti dello spettatore medio.

Lezioni di vita, si è detto. Lezioni che riguardano temi già trattati dal cinema, ma che è bene ricordare di tanto in tanto, perché l’alzheimer non guarda l’età delle persone e miete vittime anche tra i giovani. A legare i rapporti tra genitori e figli, giovani e vecchi, sani e malati, colti e incolti, Bruni suggerisce un salutare rimedio: l’importanza dei ricordi. Una delle malattie più sottili del nostro tempo è l’amnesia. L’avvento dei media ha provocato ondate di notizie che si sovrappongono da un giorno all’altro e si cancellano senza lasciare tracce. Se parliamo ai giovani dell’ “11 Settembre” sono in molti a non sapere quello che è accaduto appena 16 anni fa. Alessandro, che considera la guerra del partigiano Giorgio come una pagina di preistoria, non è un’eccezione. Per il recupero dei valori e del passato ecco, allora, una medicina a portata di tutti: la sosta.

È questa la nota più poetica e più bella del film. Passeggiare all’aria aperta e sedersi su una panchina, però, non è sufficiente. È indispensabile trovare la compagnia giusta. Il giovane superficiale e arrogante sostiene solo fisicamente l’anziano poeta; al tirar delle somme, le loro parti si invertono e sarà Alessandro ad aggrapparsi a Giorgio. La sua crescita, com’è naturale, avviene a tappe: dal fastidio, all’accettazione; dalla curiosità, al tornaconto; dalla riscoperta del passato, al rispetto per chi ha lottato per la libertà; dall’affetto, al dolore della perdita. Fino a quel “ti voglio bene” finale, sussurrato da Alessandro al padre, che attesta la presa di coscienza dei propri errori e l’avvenuta maturità.

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“Tutto quello che vuo”   Regia: Francesco Bruni

Con: Giuliano Montaldo, Andrea Carpenzano, Arturo Bruni, Vittorio Emanuele Propizio, Donatella Finocchiaro  Prod. Italia, 2017

Autore: admin

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