Tiziana FERRARIO- Da New York. Un bel mondo di Amazzoni (il caso Wonder Woman)

 

Da New York*


UN BEL MONDO DI AMAZZONI

Il caso Wonder Woman

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Chi l’avrebbe mai detto che Wonder Woman sarebbe riuscita a compiere il miracolo, diventando il film più visto nella storia del cinema americano diretto da una donna, la regista Patty Jenkins che ha osato sfidare  Hollywood e ha  trionfato. Oltre 100 milioni di incasso nel primo fine settimana  nelle sale degli Stati Uniti. Un record che creerà  un precedente nella mecca del cinema. Mai nessuna donna aveva diretto un film di supereroi. Una sfida vinta, un altro pregiudizio che cade.

E siccome le recensioni dei giornali americani sono tutte esaltanti, sono andata a vedere il film non senza una buona dose di scetticismo. Sono bastati pochi minuti per capire perché negli Usa sta avendo così tanto successo e perché a New york un gruppo di scrittrici ha lanciato una campagna  su Facebook, GoFundMe, per raccogliere soldi per comperare biglietti e offrire la visione gratuita di Wonder Woman al maggior numero di bambine e ragazze della città. Seduta accanto a me al cinema c’erano una mamma con la figlia che avrà avuto una decina di anni. Ha partecipato tutto il tempo alla battaglia contro il male di Wonder Woman, interpretata dalla bellissima attrice israeliana Gal Gadot, entusiasmandosi e commuovendosi.

Quel mondo di amazzoni,donne  fiere pronte a salvare il mondo con la forza del loro coraggio  e delle loro intelligenze, lancia un messaggio subliminale in chi vede la pellicola. “ Hai visto che coraggio? Non ha paura di niente e riesce a fermare anche le pallottole” diceva la bambina, orgogliosa delle azioni di Wonder Woman che in una scena  avanza  sola contro l’esercito tedesco e riesce a infondere fiducia ai soldati   che la seguiranno e riusciranno a liberare un villaggio assediato dove la  gente sta morendo di fame. Wonder Woman non è una principessa  in attesa del principe che venga a salvarla. E’ una ragazza generosa, figlia di Zeus, con valori forti che crede nell’amore e nella giustizia. Divertente una conversazione tra lei e una segretaria  che le spiega in che  cosa consistono i suoi compiti al servizio di un  capo.    “Da dove vengo io, commenta Wonder Woman, quella si chiama schiavitù”.

“Servono  modelli  a cui ispirarsi e se avessi una figlia la porterei a vedere Wonder Woman.  Le sue azioni  trasmettono un messaggio positivo per le bambine e ti fanno uscire dal cinema sollevata e caricata. Vedere donne in ruoli forti non può che  aumentare la sicurezza in se stesse. Ci sono anche gli uomini  nel film, figure in secondo piano, all’inizio scettici   e poi rapiti dalla supereroina  che li conquisterà con la sua lealtà e determinazione. Il successo di Wonder Woman è il successo della regista Patty Jenkins, una delle poche  donne, solo il 9%, dietro una macchina da presa a Hollywood, un mondo pieno di pregiudizi,che vuole le attrici sempre giovani e belle e le relega molto presto  al ruolo di  madri e nonne, ma che sta lentamente cambiando. Ci voleva una super eroina come Wonder Woman  a dare una nuova spallata (*Articolo21.org)

Autore: admin

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