E.M. e S.M.* – Cannes 2017, il Festival si risveglia con Polanski

 

 

CANNES SI RISVEGLIA CON LE DONNE DI POLANSKI


Le ultime immagini cinematografiche apparse sullo schermo di Cannes sono di Roman Polanski, e mandano a casa sollevati. Il maestro polacco risolleva le sorti di una rassegna a tratti un po’ deludente. […]

Emmanuelle Seigner è Delphine, una scrittrice di successo che nell’ultimo libro ha raccontato la tragica vicenda della madre e adesso vorrebbe dedicarsi a un libro ben costruito, ambientato nel mondo dei reality, che “non sono stati mai descritti”. Ma entra in contatto con una fan (Eva Green) che la incita invece a scrivere quello che lei chiama “il libro nascosto”, quello che, sostiene, è dentro di lei e che lei sa di dover scrivere.


Poco a poco, la ragazza (che si chiama “Elle”, diminutivo di Elisabeth, ma anche simbolo di tutti i personaggi possibili) si avvicina, come casualmente, alla scrittrice, e invade la sua vita. Come sempre in questi casi, si capisce subito che Elle è un soggetto poco raccomandabile, e se non lo capiamo subito a suggerirlo ironicamente ci pensano la colonna sonora, un paio di sogni e la mimica da “femmina folle” che il regista impone alla Green. Ma ovviamente l’unica a fidarsi di lei è proprio Delphine, che la accoglie in casa, le dà la password del computer e altro. Elle è una ghostwriter, come il protagonista di un altro film di Polanski (L’uomo nell’ombra), ma nei confronti di Delphine lo è in maniera più sottile: è nello stesso tempo un Super-Io dell’artista e una musa maligna che anziché liberare la creatività autentica rischia di mettere davanti ai fallimenti personali. Perché, forse, questo “libro nascosto” di cui lei parla non esiste, e davanti allo schermo bianco del computer affiora la propria vacuità. Non siamo distanti da certe ansie alla Stephen King, e alcuni sviluppi ricordano Misery non deve morire. Ma alla base c’è un avvolgente romanzo francese di Delphine De Vigan (il nome è lo stesso del personaggio, e il libro lo ha pubblicato in Italia Mondadori con il titolo Da una storia vera) che il film segue fedelmente. Il copione lo ha scritto Olivier Assayas e, volendo, si possono sentire anche assonanze con i suoi ultimi film, Sils Maria e Personal shopper, anch’essi giochi di donne, doppi e fantasmi.

Nel 2016 Delphine De Vigan, vincitrice con questo romanzo del Prix Renaudot e del Prix Goncourt des lycéens, ha dichiarato: la letteratura per me è un modo di stare al mondo. Scrivo per rendere sopportabile un’ipersensibilità un po’ patologica. La mia emotività adesso serve a qualcosa, è la condizione per qualcosa. La scrittura è un filtro, quando provo un’emozione in modo troppo intenso mi tranquillizzo pensando che potrò scriverla. Ho imparato ad addomesticare questo aspetto di me.

*Emiliano Morreale (La Repubblica)

*Stefano Montefiori (www.corriere.it)

Autore: admin

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