Dorme sulla collina- Toni Bertorelli, attore, regista, doppiatore

 

È morto Toni Bertorelli : ne ha dato notizia

la moglie Barbara. I funerali si svolgeranno

lunedì 29 maggio alle 12 presso la Chiesa degli Artisti

in piazza del Popolo a Roma

 


Toni Bertorelli, celebre per i suoi ruoli da caratterista, fra le sue ultime interpretazioni annoverava quella del cardinale Caltanissetta in The Young Pope di Paolo Sorrentino: una parte che l’aveva riportato in auge presso il grande pubblico. I primi passi d’attore Bertorelli li aveva mossi a teatro nel 1969, mentre il debutto al cinema risale all’inizio degli anni Ottanta, quando Vittorio Caprioli lo vuole in Stangata napoletana.

Il suo volto unico e pungente, capace di essere empio, irriverente ed impertinente a seconda delle richieste del copione,  negli anni Novanta gli aveva dato grande popolarità in titoli come Pasolini, un delitto italiano (1995). Fra gli altri ruoli degni di particolare nota si ricordano quelli nei film: Il partigiano Johnny (2000), Luce dei miei occhi (2001), La stanza del figlio (2001) e il Caimano (2006) diretto da Nanni Moretti, nel kolossal di Mel Gibson La passione di Cristo (2003) e in Romanzo criminale (2005) di Michele Placido. Anche il regista Marco Bellocchio lo aveva diretto in due film: Il principe di Homburg (1997) e nell’emblematico L’ora di religione (2002), che gli valse il Premio Flaiano come Migliore interpretazione maschile non protagonista.

Ma io lo ricordo soprattutto in Zora la vampira (2000) dei Manetti Bros, in cui è un melanconico e disadattato Dracula del terzo millennio. Il film è una sorta di parodia, sul modello (laconico) di Mel Brooks, a metà tra l’omonima serie di fumetti degli anni settanta e Blacula di William Crain, cult della blaxploitation. Perno insostituibile del film, il Dracula Bertorelli sa essere acuto e a tratti poetico in un clima ironico e per alcuni aspetti degradato e volutamente grottesco.

Eppure la trama è originalmente adattata ai nostri giorni: il principe delle tenebre deciso a lasciare la Transilvania, approda a Roma su un cargo di clandestini. Ma per un rumeno strano negli atteggiamenti e nell’abbigliamento c’è un solo destino, quello di essere trattato da extracomunitario, anche se parliamo pur sempre di un conte, anzi del Conte. La sua vita notturna finisce per passarla tra quartieri di periferia e centri sociali, per seguire la writer Zora, incarnazione del suo eterno amore.

Aveva 67 anni, ma sembrava averne vissuti e sofferti molti di più. Attore di teatro e cinema, negli ultimi anni aveva anche intrapreso, con discreto successo, la carriera di scrittore: nel 2013 aveva pubblicato il suo primo romanzo, L’effetto del jazz, in cui raccontava la Torino del primo jazz club italiano. Questo inverno era uscito Voglio vivere senza di te, storia autobiografica sulla sua lotta perenne contro l’alcolismo e sulla lucida eutanasia di un passato che gli aveva rubato troppo presente: “La mia è la storia di un innamorato deluso, che ha deciso di abbandonare la fidanzata. L’innamorato ero io, la fidanzata era l’alcol. Praticamente ho sprecato molto più della metà, i tre quarti della mia vita, mi dispiace ma è così“.

Rossella Della Vecchia (zon.it)

Autore: admin

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