Elisa GIUDICI- Chi è veramente cattivo? (“Sette minuti dopo la mezzanotte”, film tratto dal romanzo di P. Ness)


Lo spettatore accorto*

 

 

CHI E’ VERAMENTE CATTIVO?

Conor e la madre in Sette MInuti dopo la Mezzanotte


“Sette Minuti dopo la Mezzanotte -Il romanzo di Patrick Ness diventa un film toccante, oscuro, avvincente

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Prendersela con i millenials, addossandogli la colpa di ogni cambiamento avvenga nella nostra società, sembra quasi diventato uno sport: sono giovani, sono diversi dalle generazioni precedenti e, a modo loro, stanno cambiando il mondo. Invece bisognerebbe riflettere sul fatto che tra i libri young adult fondativi di questa generazione ci sono romanzi molto, molto drammatici e toccanti.

“Sette minuti dopo la Mezzanotte” è il titolo più celebre di Patrick Ness e con “Colpa delle Stelle” di John Green condivide non solo l’enorme successo raccolto, ma anche il tema centrale: la malattia di un proprio congiunto.

Sette minuti dopo la Mezzanotte è sì un racconto fantastico il cui eroe è un ragazzino coraggioso e pieno d’immaginazione, ma i mostri che deve fronteggiare sono di due tipi differenti. Da una parte troviamo un albero che prende magicamente vita poco dopo lo scoccare della mezzanotte; è un figura imponente, poco conciliante, talvolta ambigua. Il Mostro promette a Conor di raccontagli 3 storie, ma quando sarà il momento il ragazzino dovrà descrivergli il terribile incubo che fa ogni notte.

Dall’altra troviamo la vita quotidiana e diurna di Conor, permeata da oscurità e infelicità senza fine: a scuola viene picchiato dai compagni, a casa si ritrova a fronteggiare un cancro che giorno dopo giorno gli sta portando via l’amatissima madre. Il futuro si prospetta ancor meno roseo, diviso tra un padre distratto che vive in un altro continente e si è già fatto una nuova famiglia e una nonna inflessibile e poco affettuosa, la cui casa sembra un museo polveroso.

Man mano che la situazione precipita, il Mostro racconterà a Conor le sue storie, sempre di difficile interpretazione: chi è davvero il cattivo in esse? Perché i buoni in senso lato sembrano avere sempre la peggio? Qual è lo scopo ultimo dell’Albero che visita Conor di notte?

Sceneggiato da Patrick Ness stesso e diretto da un J. A. Bayona chiaramente influenzato dall’estetica fiabesca e oscura di Guillermo Del Toro (ma privo della sua innata genialità) Sette minuti dopo la Mezzanotte è un film tanto drammatico quanto toccante, la cui storia nascosta rende accessibile anche ai più piccoli una visione del mondo più sfumata. Il momento particolarmente difficile di Conor viene utilizzato non per intessere rassicuranti lieto fine o per sfruttare semplicemente il coefficiente emozionale della storia, ma per rivelare una verità scomoda ma ineludibile: talvolta siamo noi stessi ad essere i cattivi della nostra storia e negare di provare certi pulsioni negative è più pericoloso di affrontarne la presenza.

Seppur intrigante come concept di partenza e sorprendente nelle soluzioni visive utilizzate per raccontare le storie dell’Albero, Sette minuti dopo la Mezzanotte non riesce a costruirci su una narrazione fantasy altrettanto inaspettata. Rimane sempre nei territori della sufficienza ma forse gli manca l’ardire, oltre che di parlare di argomenti scomodi, di essere altrettanto anticonvenzionale e incisivo nella sua forma. A salvarlo è il cast adulto, dove ritroviamo volti familiari e affidabili come Felicity Jones e Sigourney Weaver. (*mondofox)

Autore: admin

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