Lucia TEMPESTINI (a cura di) – Cannes 2017, Okja di Bong Joon-ho

 

 

UN’IRONICA FAVOLA ECOLOGISTA


Un’insopportabile Tilda Swinton, parrucca color platino, macchinetta per i denti, toni imperativi da manager di una multinazionale di prodotti alimentari, domina la prima sequenza di Okja, il film del coreano Bong Joon-ho, tutto centrato sui temi del momento. Dalla diffusione degli ogm alla mania del mangiar sano, dalle mode vegane alla fobia della carne, dal rispetto per ambiente e animali allo strapotere di marketing e pubblicità.

Si parte bene, tra comicità e azione, con le musiche giuste e i colori pastello che ricordano i racconti animati del maestro Miyazaki. Si continua ancora meglio, con la storia della bambina Mija, cresciuta tra i monti della Corea del Sud, senza genitori, con un nonno, e soprattutto con un grande amico, il super-maiale Okja, cresciuto a dismisura e quindi pronto per partecipare alla gara lanciata dall’azienda di Lucy Mirando (Tilda Swinton). Una competizione il cui vero scopo è rilanciare le fortune della ditta trasformando le povere bestie in altrettanti, saporitissimi, prodotti di consumo, wurstel in testa.


La parabola di Okja, un po’ King Kong e un po’ Incontri ravvicinati del terzo tipo, è un’opera riuscita e divertente, piena di idee, di ironia e di effetti speciali. […] Anche Jake Gyllenhaal, che in Okja è il dr. Johnny Wilcox, zoologo di fama trasformato dalla “Mirando Corporation” in un ridicolo conduttore di programmi tv sugli animali, sempre in bermuda e occhiali da sole, difende, come Tilda Swinton, la plurarità delle voci, rispondendo alla polemica sollevata da Pedro Almodovar: “E’ importante che questo film, con il suo messaggio forte sullo sfruttamento capitalistico dell’ambiente, esca nelle sale proprio adesso. Mentre il mio Paese rischia su queste tematiche di andare indietro invece che avanti. Le piattaforme come Netflix offrono la possibilità di comunicare contenuti a un pubblico sempre più ampio, e non possiamo sottovalutarlo”.

La missione di Okja, oltre la polemica sulle piattaforme digitali, […] è ampiamente compiuta. Fino all’ultima immagine, dopo quelle degli animalisti in assetto di guerra capeggiati da Paul Dano e di Okja in salvo per miracolo dalla strage carnivora, il film non perde un colpo. Tra montagne, gustosi ortaggi e quiete bucolica, c’è ancora, forse, la possibilità di vivere in pace.

Fulvia Caprara (La Stampa)

Autore: admin

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