Lucia TEMPESTINI (a cura di) – Cannes, ospiti ed eventi della 70^ edizione

 

Cannes, ospiti ed eventi della 70esima edizione


Tra grandi ospiti ed eventi collaterali, ecco cosa non lasciarsi sfuggire sulla Croisette. E non c’è solo il cinema

Celebrare il passato glorioso e trovare la strada in un futuro quanto mai incerto. È una sfida grande quella del Festival di Cannes edizione Settanta. Thierry Fremaux chiama a raccolta i maestri del cinema, punta su nuovi talenti e privilegia, come sempre, l’impegno. Scende in campo a ribadire la differenza tra piccolo e grande schermo in un’era di confini labili e frastagliati. E, al di là delle prese di posizione teoriche, sarà interessante capire sul campo, in questi quattordici giorni, come si intrecceranno, affiancheranno, scontreranno le realtà che convivono sulla Croisette. Il concorso d’autore, l’imponente mercato con le sue contraddizioni, le serie televisive e la realtà virtuale, gli eventi modaioli e benefici, la musica e le parate da spiaggia. Ecco dieci facce che riassumono le tendenze, gli interessi e le attese al Festival che si apre mercoledì 17.

Roman Polanski.

Si è aggiunto qualche giorno dopo a selezione già annunciata, A true story. A quattro anni dal bel Venere in pelliccia ritroviamo Emmanuelle Seigner, moglie del regista polacco naturalizzato francese, nel ruolo di una scrittrice che dopo la pubblicazione del suo ultimo libro soffre di un esaurimento nervoso. Diventa oggetto delle morbose attenzioni di una sua ammiratrice, Eva Green ormai la dark lady del cinema mondiale. Il film è tratto dal romanzo thriller Da una storia vera di Delphine de Vigan. L’attesa, oltre che per il suo film, è per possibili contestazioni dopo che alcuni mesi fa c’era stata una levata di scudi contro la decisione dei César (l’Oscar francese) di farlo Presidente. Polanski ha una sentenza ancora pendente per un abuso su una ragazza, avvenuto quarant’anni fa.

 

Julianne Moore e le meraviglie aliene da graphic novel.

Due film che sono derivazione diretta da graphic novel, molti che arrivano da romanzi. Dopo il successo di Hugo Cabret, Todd Haynes porta sullo schermo un altro lavoro di Bryan Selznick, il bel Wonderstruck. Due storie parallele che finiscono per intrecciarsi al Museo di Storia Naturale di New York, La stanza delle meraviglie del titolo italiano della graphic novel. Nel film c’è Julianne Moore, con Michelle Williams e il giovane Oakes Fegley. Tutt’altra idea per How to talk to girls at a party di John Cameron Mitchell tratto dalla graphic novel omonima di Neil Gaiman con Nicole Kidman e Elle Fanning. Un adolescente della periferia londinese anni Settanta si imbuca con l’amico a una festa popolata da bellissime ragazze che si riveleranno alieni pronti a mettere in atto un piano malvagio…. E poi una teoria di romanzi: da You were never really here, tratto da uno dei racconti di Jonathan Ames Non sei mai stato qui a Da una storia vera che Polanski ha tratto dall’omonimo libro di Deplhine de Vigan, a Non saremo confusi per sempre di Marco Mancassola, il cui racconto Il cavaliere bianco ha ispirato Sicilian Ghost Story del duo Piazza e Grassadonia alla Semaine de la critique.

 

Colin Farrell e le doppie presenze.

Tanti attori, stranieri e italiani, recitano in due film. Il record è di Nicole Kidman, tre film e una serie. Ma Colin Farrell è nel ruolo che fu di Clint Eastwood nel remake di The Beguiled di Sofia Coppola ed è il protagonista del film di Yorgo Lanthimos. In quel film ci sono anche Nicole Kidman e Elle Fanning, entrambe nel film di John Cameron Mitchel How to talk to girls at a party. Per l’Italia Barbara Bobulova è in Cuori Puri e Dopo la guerra, Edoardo Pesce è in Fortunata e Cuori Puri, Simone Liberati, protagonista di Cuori puri ma anche nel film L’intrusa di Leonardo Di Costanzo.

 

Sofia Coppola e il collegio delle vergini.

Se c’è una regista che potrebbe affiancare Jane Campion, finora unica regista donna vincitrice della Palma d’oro, è Sofia Coppola, già vincitrice del Leone d’oro a Cannes. Eccola con il remake molto personale di The beguiled, con Colin Farrell nel ruolo – che fu di Clint Eastwood – militare nordista ferito che viene soccorso e nascosto dalle ospiti di un collegio femminile.

 

Al Gore e il cinema ecologico.

L’ex futuro presidente degli Stati Uniti e premio Nobel per la pace torna al Festival una decade dopo con il secondo capitolo di un documentario che ha avuto rilevanza globale e ha vinto un Oscar. Se il primo titolo era Un inconvenient truth, una scomoda verità, oggi c’è An inconvenient sequel: truth to power. “uno scomodo sequel” che vuole la “verità al potere”. Sarà nelle sale americane a luglio, è girato da Bonni Cohen e Jon Shenk e racconta cosa è successo in questi dieci anni. Tra le altre cose è successo che Donald Trump ha firmato il 28 marzo Energy independence, un ordine esecutivo che vanifica buona parte delle iniziative dell’amministrazione Obama sul cambiamento climatico.

 

David Lynch e i misteri della messa in onda.

Il regista (e almeno nel trailer di nuovo attore) di Twin Peaks è protagonista dell’evento più atteso di Cannes, le prime due puntate dell’atteso ritorno della serie. Che si vedrà al Festival il 25, ma dal 21 sarà già nella programmazione di Sky…..Attesa anche per Jane Champion con il ritorno di Top of the lake: China Girl. J. Campion è tuttora l’unica donna regista ad aver vinto la Palma d’oro con Lezioni di piano nel 1993 e dichiara: “Le complessità umane e psicologiche si possono mettere in scena solo in un lungo formato; le serie sono il nuovo romanzo del XXI secolo. Adoro il cinema, ma il suo limite è proprio la durata. Mi sarebbe piaciuto adattare Ritratto di Signora in otto ore anziché due”.

 

Arianna Finos (www.repubblica.it)

Silvia Bizio (La Repubblica)

Autore: admin

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