Francesco NICOLOSI FAZIO- Mediterraneo. Salvataggi da spiaggia. Governo balneare

 

Mediterraneo

 

 

SALVATAGGI DA SPIAGGIA. GOVERNO BALNEARE


Basterebbe un pontile, contro pirati e menzogne

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Sommersa tra il clamore, tra accuse e contro accuse sul ruolo delle ONG nella vicenda degli imbarchi dei migranti, una notizia è passata inosservata, artatamente, Precisiamo che il termine imbarchi è quello più corretto per l’attività di mezzi navali, governativi e non, che giungono ad un miglio marino dalle spiagge libiche per imbarcare esseri umani,  che pagano migliaia di dollari per un trasbordo di poche centinaia di metri.

Il tutto molto all’interno delle acque territoriali libiche quelle da sempre e universalmente riconosciute dal diritto internazionale (più o meno dieci miglia).

Ecco che bisogna segnalare la notizia nascosta, perchè molto indicativa del meccanismo truffaldino internazionale, che sta alla base del commercio dei migranti: un peschereccio siciliano è stato sequestrato in acque internazionali nel golfo della Sirte. Vero atto di pirateria. In questo caso i Libici si sono ricordati dell’invenzione di Gheddafi, che aveva allungato il limite delle acque libiche di circa un centinaio di miglia, secondo un criterio elastico, non nuovo, perché, in verità, usato dai britannici nel Mare del Nord, per poter sfruttare il petrolio, trovato in acque internazionali.

La gravità del fatto, oltre al silenzio stampa, è determinata dalla riconosciuta consuetudine dei libici di fermare i pescherecci siciliani che, come dicono i nostri umiliati pescatori: “quando va bene ci sequestrano il pescato”. Una volta la nostra marina difendeva il diritto internazionale ed i pescatori siciliani dalla pirateria. Oggi la priorità è per gli imbarchi di merce umana.

In fondo la Libia è stata una colonia italiana,,,,, per questo ci dobbiamo aspettare, come nel nostro sgangherato stivale, almeno due pesi e due misure. Difatti gli imbarchi di migranti avvengono sul bagnasciuga africano, senza alcuna lamentela dei libici, mentre i pescatori siciliani, in acque internazionali, vengono impunemente sequestrati.

Semplici le proposte:

1)      Qualcuna delle tante navi militari che fanno il pieno di  naviganti (migranti? profughi? richiedenti?) faccia anche, nei tempi morti, da scorta ai poveri pescatori siciliani, che vorrebbero, loro sì, lavorare onestamente. Ne beneficerebbero anche le cambuse delle navi che, una volta tanto, avrebbero cibo buono e fresco, a costo zero.

2)      Siglare un accordo con le autorità libiche (ovvero i rais tribali) per poter pagare un affitto per realizzare qualche pontile per imbarcare direttamente la merce umana. Basterebbe una nave al giorno e finirebbero le spese folli e le morti. Poi magari distribuire in tutta Europa il carico umano.

Qualcuno, molto interessato, per queste proposte parlerà di provocazione, ma è soltanto una soluzione concreta e fattibile, purtroppo molto onesta. Quindi quasi impossibile.

Infine per quanto riguarda le morti per naufragio, il sospetto è che facciano parte di un sistema collaudato per raggiungere, periodicamente, le prime pagine dei giornali ed influenzare la sempre più assuefatta opinione pubblica.

Autore: admin

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