Redazionale- Il sentimento della parola (omaggio a Roberto De Monticelli. Piccolo Teatro, Milano)

 

Il sentimento della parola

 

PER ROBERTO DE MONTICELLI


A Trent’anni dalla morte-Una serata in suo omaggio al Piccolo di Milano

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Il 16 febbraio 1987 si spegneva una delle voce più importanti della critica teatrale italiana: quella di Roberto De Monticelli, firma autorevole del “Corriere della Sera”. A trent’anni dalla morte il figlio Giudo lo ricorda in una serata dal titolo Il sentimento della parola. Roberto De Monticelli trent’anni dopo da lui curata con Roberta Arcelloni e organizzata dal Piccolo Teatro Grassi. Leggeranno brani tratti dai suoi scritti Giorgio Bongiovanni, Guido De Monticelli, Tommaso Minniti, Pia Lanciotti, Sara Zanobbio.

Roberto De Monticelli ha fatto parte di una generazione di critici che si era formata negli anni del dopoguerra e che al teatro era arrivata attraverso la dura ed entusiasmante scuola della cronaca. Figlio d’arte (il padre e la madre erano attori) incominciò a tracciare la trama del suo racconto descrivendo la Milano devastata dalla guerra, assetata di ricostruzione morale e materiale: fu questa la porta d’accesso alla sua forte vocazione di scrittore, una vocazione che lo accompagnò lungo il suo viaggio attraverso mezzo secolo di teatro italiano e non solo italiano.

La serata a lui dedicata ripercorrerà il filo di quel racconto attraverso letture tratte dai suoi scritti: un omaggio al critico-scrittore, ma soprattutto un’occasione per riandare a un passato che si fa spesso sorprendente premonizione, lucida e fantastica visione di un teatro di là da venire.
Di questo racconto sarà soprattutto protagonista l’attore, di cui Roberto De Monticelli, memore delle sue radici, fu sempre fratello e figlio, e profondo intenditore, e del quale, con cura amorevole e puntigliosa, seppe fermare sulla pagina, attraverso lo strumento di una scrittura fortemente mimetica, l’istante irripetibile di una sfumatura, il colore particolare di una voce, l’intensità espressiva di un gesto, ciò che vi è di più perituro e insieme di più essenziale nell’arte scenica, mettendolo in relazione con la complessità di un’analisi critica che abbracciava, come la doppia faccia di una medaglia, il testo e l’anima – il respiro, si potrebbe dire – della sua interpretazione.

L’attore, con le sue ricorrenti (e necessarie) perdite d’identità, di cui De Monticelli andava prefigurando e indagando la crisi, le cui radici affondavano nel tempo per protendersi, trent’anni dopo, su questi nostri giorni.
Alla figura dell’attore e ai più rappresentativi personaggi del teatro, è dedicato un libro che raccoglie gli articoli che De Monticelli scrisse al di fuori dell’ambito specifico della recensione. Edito da Garzanti nel 1998, in occasione del trentennale della morte sarà ripubblicato in una nuova edizione rivista e ampliata dalla casa editrice Cue Press.

Autore: admin

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