Umberto ROSSI, Furio FOSSATI- Cinema Recensioni brevi (“The circle”, “Lasciami per sempre”)


Cinema  Recensioni brevi



DUE FILM RECENTI

 

The circle

The circle


Regia di James Ponsoldt
Sceneggiatura di James Ponsoldt dal romanzo omonimo dello scrittore americano Dave Eggers edito nel 2013
Interpreti: Emma Watson, Tom Hanks, Karen Gillan, Bill Paxton, Patton Oswalt, John Boyega, Ellen Wong, Ellar Coltrane, Glenne Headly
Prod. Usa 2017

“The circle” è il film che il regista americano James Ponsoldt ha tratto dal libro, pubblicato nel 2013, dallo scrittore, anche lui americano, Dave Eggers. Volume e vicenda cinematografica hanno al centro un’azienda dell’informatica che ha i tratti delle grandi multinazionali della Silicon Valley.

E’ un’impresa le cui caratteristiche mescolano Amazon, Facebook, Youtube, Apple. Insomma un concentrato di chi produce e controlla i mille apparecchietti che passano ogni giorno dalle nostre mani. Al centro della storia una giovane impiegata, una Emma Watson decisamente al di sotto dell’impegno che le si chiede, assunta in poche settimane a testimonial – protagonista delle volontà imperiali dell’azienda. Volontà che si identificano nella frase ogni forma di privacy è peccato.

Come dire un credo che prefigura un mondo in cui non esistono più spazi individuali, ma solo un universo aperto in cui tutti vedono tutto. Quando questa filosofia travolge anche il mondo dei proprietari dell’impresa allora anche per loro i nodi vengono al pettine e la piccola formichina mette in crisi il mastodontico elefante.

Il tema dell’invasione dei social nella nostra vita è argomento tutt’altro che banale, ma la regia lo affronta e risolve con la stessa logica che guidava, quasi ottanta anni or sono, Frank Capra (1897 – 1991) nel confezionare Mr. Smith va a Washington (Mr. Smith Goes to Washington, 1939) vale a dire l’idea che il singolo, per quanto solo e debole, è in grado di sconfiggere la più agguerrita macchina politica o industriale.

Un’idea che nesce dalla cultura profonda di un paese che ha fatto dell’individualismo un credo assoluto. Un convincimento che, nella realtà, trova ben poche verifiche.

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Lasciami per sempre

Lasciami per sempre


Regia di Simona Izzo
Sceneggiatura di Simona Izzo, Matteo Bondioli dal soggetto di Matteo Bondioli, Roberta Colombo liberamente ispirato al romanzo Baciami per sempre. Diario di una famiglia allargata di Simona Izzo – Mondadori Editore.
Interpreti: Barbora Bobulova, Max Gazzè, Valentina Cervi, Veruska Rossi, Vanni Bramati, Marco Cocci, Myriam Catania, Andrea Bellisario, Mariano Rigillo, Lorenzo Siffredi.
Prod. Italia 2017


Simona Izzo con la sua opera prima Maniaci sentimentali (1993), per cui era stata insignita del David di Donatello per migliore regista esordiente, aveva dimostrato un certo interesse per la famiglia ed in particolare per le coppie non felici. Anche in Camere da letto (1997) aveva affrontato il tema del matrimonio (qui messo in crisi anche dalla ex coniuge del protagonista).

Anche in vari altri titoli di cui è stata regista o sceneggiatrice, aveva affrontato le problematiche sentimentali di persone che non hanno veramente capito cosa sia l’amore o che il destino ha portato ad avere un’idea distorta del rapporto uomo donna. Basandosi sul suo quarto romanzo, il breve Baciami per sempre – Diario di una famiglia allargata (130 pagine), ha voluto raccontare i problemi delle famiglie in cui coesistono varie realtà, con coppie al secondo o altro rapporto sentimentale che portano dietro di sé molte emozioni ma anche figli, ex non solo come coniugi ma anche come suocere, cognati e quant’altro. La sua scelta è stata di creare una commedia corale in cui confluissero le varie entità presentate, soprattutto, attraverso gli attriti e vari momenti di violenza familiare visto che volano molte sberle.

Purtroppo questa cineasta non è in grado di gestire il ritmo di una sceneggiatura ricca di situazioni che spesso perdono interesse mentre si sviluppano, che si sfilacciano prima di arrivare a una conclusione. Troppi personaggi visti in salsa grottesca, macchiette che poco interessano sia al pubblico sia, probabilmente, alla stessa regista. Il cast, che racchiude anche ottimi professionisti, non è indirizzato verso uno sforzo corale e si ha l’impressione che ognuno crei il proprio personaggio – alcuni, come Mariano Rigillo e Barbora Bobulova in maniera convincente – senza mai riuscire a trovare un legame con gli altri. Movimento a tratti scatenato ma senza ritmo, musiche belle ma fin troppo presenti, personaggi che non hanno il dono della simpatia. La breve durata permette di rendere accettabile la fruizione, apprezzando anche la formale riuscita tecnica del film.

Viola, compagna di un musicista, ha invitato per la festa del figlio ventenne – triste e demoralizzato per essere stato lasciato dalla sua ragazza – tutti i parenti, compresi quelli che le separazioni hanno cancellato da questa qualifica. Arriva l’ex marito della donna, mal digerito dal suo compagno, nonché il di lui figlio che non ama i vestiti, ma anche gli ex cognati, le sorelle coi loro mille problemi, la giovane nipote depressa, il padre che ha tentato il suicidio, e così via. A loro si aggiungono ospiti inattesi e non graditi. Non mancano scontri, insulti a viso aperto, dichiarazioni di odio ma tutto questo non esclude un lieto fine anche se dal sapore amaro


*Ringraziamo U. Rossi e F. Fossati, colleghi di Cinemasessanta e animatori di Cinemaeteatro.com

Autore: admin

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