Teatro Vittoria di Roma- Dal 10 maggio, “Eppur mi son scordato di me” di G. Clementi. Con Paolo Triestino

 

Cartellone

 

TEATRO VITTORIA   Roma

presenta

10|14maggio2017

PAOLO TRIESTINO

In

 

Paolo Triestino

EPPUR MI SON SCORDATO DI ME

Di Gianni Clementi

Regia PAOLO TRIESTINO

Aiuto regia ARIELE VINCENTI e ANNALISA BORRELLI

Scene e costumi FRANCESCO MONTANARO

Luci GIUSEPPE MAGAGNINI

Consulenza musicale DANIELE ROMEO

Elaborazioni video FABIANA DANTINELLI

Tecnico luci ALESSANDRO NIGRO

Foto di scena TOMMASO LE PERA

Foto locandina GABRIELE GELSI

Grafica MARCO ANIMOBONO

Organizzazione ALESSANDRA COTOGNO

Produzione DIAGHILEV in collaborazione con  FIORE&GERMANO

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Gianni Clementi scrive per Paolo Triestino un ritratto divertente, originale e commovente, la cui storia incontra la Storia, accompagnata dalla musica di Lucio Battisti: EPPUR MI SON SCORDATO DI ME.

Dopo il grandissimo successo di pubblico e di critica della passata stagione  – i sold out e le lunghe code al botteghino –  lo spettacolo torna in scena sul prestigioso palco del Teatro Vittoria dal 10 al 14 maggio.

La vita di Antonio, un cinquantacinquenne, ha preso una sua strada. Ma come è stato che si è scordato di sé? E se ci “ritorniamo in mente”, cosa vorremmo essere ancora e cosa non vorremmo più, di quello che siamo diventati?

Tutti abbiamo una colonna musicale della nostra vita, a percorrere ricordi ed emozioni. Antonio ci propone la sua, esilarante ed appassionata, stupita e commovente, affascinante ed amabilmente contradditoria.

Paolo Triestino è interprete e regista di questo entusiasmante allestimento che accompagna il pubblico in un susseguirsi di emozioni indimenticabili.

Rassegna stampa

“…un attore come Triestino sicuro nei tempi comici e capace di ingraziarsi il pubblico dicendogli cose che a qualcuno potrebbero risultare sgradevoli. L‘ attore recita, canta, suona la chitarra, è abile, divertente, sornione, ha un modo di stare in scena che lavora sulla sottrazione piuttosto che sull‘esagerazione, il suo è un umorismo svagato… Nella sua semplicità, lo spettacolo è quasi un servizio alla cittadinanza alla quale chiede se ha proprio voglia di continuare di questo passo, in questa lunga stupida guerra a bassa intensità che ormai caratterizza le relazioni fra individui”. Marcantonio Lucidi

“Il connubio artistico tra Paolo Triestino e Gianni Clementi, anche stavolta, ha partorito qualcosa di più di un brillante monologo. La capacità e l’esperienza di grande attore, quale è il primo, ha permesso di far emergere il dolore di una generazione. Eppur mi sonscordato di me è un grido di doloroso allarme che, seppur tra risate più o menofragorose, e accompagnato dalle meravigliose musiche di Lucio Battisti, lasciatrapelare il profondo senso drammatico del testo di Clementi…Triestino, da vero mattatore, riesce a divertire ecommuovere. Tenero e ironico nel ricordo, spietato nel mettere a fuocol’insensatezza di un certo vivere odierno”. Paolo Leone – Corriere dello Spettacolo

“Paolo è bravo, anzi bravissimo, nel dar vita alla carrellata di personaggi che si presentano via via: il chirurgo, il cognato, l’amico, la moglie, il ristoratore con il difetto di pronuncia, gli altri. Perché sono tanti e a tutti è chiesto di contribuire a ricomporre una porzione di anima, anzi no, di cervello, per dimostrare che dopotutto lessis more”. Alessandra Bernocco – Dramma.it

“Un vero canto libero per Triestino che dà vita a un personaggio insolito, intaccato da un male che ha modificato la sua esistenza così come il punteruolo rosso ha corroso l‘anima delle sue amate palme in quei giardini di marzo. Gli anni ‘60 e ‘70 si susseguono così tra un filmato di Canzonissima, le sequenze del film Ilgrande Dittatore e le immagini dell‘assassinio di John F. Kennedy, mentre un brivido e un lungo applauso conclude questo straordinario monologo”. Alessio Neroni – Persinsala

“Il pregio di ―Eppur mi son scordato di me,è quello di riuscire a far rivivere con pochi oggetti, e con una scenografia molto essenziale, alcuni tra i momenti più significativi della giovinezza del protagonista, che diventano non solo ricordi intimi di Antonio, ma momenti ―assoluti‖ in cui lo spettatore può rispecchiarsi, commuoversi, e a tratti, ricordare”.  Sarah Mataloni – Close Up

“Una pièce divertente e al contempo delicata e romantica”. Rachele Fortuni – Gufetto

“Non allacciate le cinture e non mettete il casco, perchè in questo viaggio non c‘è nulla di pericoloso, l‘unico rischio è quello di voler rimanere a bordo di questa spettacolare macchina del tempo”. Leonardo Masucci – Contrappunti

“Uno spettacolo affascinante, ironico e drammatico allo stesso tempo,  scritto da Gianni Clementi. Paolo Triestino è di una bravura esorbitante”. Marco Rossi – Culturamente

“Gianni Clementi è riuscito a mettere assieme – tre grandi interpreti: Lucio Battisti, Charlie Chaplin e Paolo Triestino. Insieme per uno spaccato che si segue tutto d’un fiato”. Luciano Lattanzi – Media&Sipario

 

Teatro Vittoria

Roma,Piazza Santa Maria Liberatrice, 10(Testaccio

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Autore: admin

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