Luisa SANFILIPPO – “Dis-Armonie” (racconto breve)


Io scrivo

 


DIS-ARMONIE

Maurits  Cornelis  Escher, Ordine e Caos

°°°°

Devo alleggerire l’apparente pesantezza del disordine.

È necessario che la mia natura caotica ceda il posto a quella più metodica.

Il mio proposito è di mettere ordine in tutto ciò che mi circonda, prima di iniziare qualsiasi lavoro impegnativo, in questo caso un progetto di scrittura. Quindi mi dirigo in camera e stranamente mi sorprende, ma non mi inquieta, la visione prolungata sul letto di coperte, lenzuola,  avviluppate a  sciarpe, cuscini, libri…

Armonia nella disarmonia? O viceversa?

Istintivamente rivolgo lo sguardo altrove, per il momento lascio tutto in sospeso.

È evidente che non mi sono liberata del tutto dalla propensione anche al disordine, momento privo di ogni limitazione restrittiva.

Rimango però non indifferente di fronte al solco sulla toilette affiorato accidentalmente dalla polvere.

Ho quasi paura di accostarmi, temendo che quel pulviscolo così impalpabile possa sollevarsi.

Sono allergica alla polvere, non sopporto nemmeno una pur piccola particella che si deposita sui mobili, oggetti, libri, giornali, una montagna di giornali! Prima regola: la polvere non deve sedimentare, in modo che si possa togliere facilmente. Anche quella dei pavimenti. Proprio sui pavimenti mi accorgo che ogni giorno si forma quella piccola, insopportabile lanetta grigia che io raccolgo pazientemente in soffici batuffolini. Si formano dappertutto, nei punti più oscuri, impenetrabili; e adesso non mi va di prendere quell’infernale scopa elettrica, preferisco scivolare a tentoni sotto il letto, lunga distesa, con il fiatone.

Devo spostare la toilette. Devo appurare se dietro la toilette sta l’origine di tutto. Lì, sicuramente, si annidano tutti quei batuffolini di lana grigia.

Naturalmente è solo uno dei punti strategici. Sono ancora distesa, intenta a scrutare se vi sia qualche altro batuffolino da recuperare. Sposto la toilette. No, non c’è più nulla. Rimetto a posto, a fatica mi rialzo, barcollo per un attimo, la mattina ho la pressione bassa, devo evitare il brusco rialzo, anche il metabolismo deve essere alquanto alterato.

Solite digressioni mentali! Solito affanno frenetico alla ricerca della razionalità dell’ordine.

Sto dissipando il mio tempo. Devo agire con determinatezza, liberarmi dai pensieri molesti e dar spazio a qualche pensiero più costruttivo.

E allora, se pur esausta, mi siedo. Spero finalmente di dar alito al mio lavoro intellettivo.

Mi accorgo di non avere gli occhiali. Li avrò lasciati sicuramente in camera da letto. Mi alzo con un certo inevitabile nervosismo e poco dopo li trovo sul comodino assieme ad alcuni appunti che dovranno servire per i miei scritti. Prendo tutto, sto per andare…

No! Le mie pupille cominciano a indagare, a scrutare di nuovo. Ho lasciato aperto lo sportello dell’armadio e mi ricordo che dentro c’è ancora qualcosa da sistemare con una certa urgenza. Sono i pullover che aspettano di essere piegati e riposti in ordine, è vero, si stropicciano, lasciati spiegazzati per lungo tempo. Eseguo sempre molto in fretta, li prendo uno per uno, li stendo sul letto, li stiro, tolgo i peluzzi, piego e ripongo, piego e ripongo… Uno sguardo furtivo alla toilette, i cosmetici sono sparsi dappertutto, le matite dovrebbero essere appuntite, sennò come faccio a ridisegnare le sopracciglia come fossero vere, quei batuffolini di lana grigia…

Con rabbia prendo gli occhiali, gli appunti, esco dalla camera velocemente, quasi timorosa che potessi ancora soffermarmi su eventuali batuffolini grigi, pulviscoli e pillaccheri. Sono finalmente fuori, giro l’angolo a destra, poi a sinistra, inciampo, sbatto la porta, urto nello spigolo dello scrittoio, finalmente mi siedo.

Gli appunti, una marea di appunti, ci stanno, quindi avvio il computer, guardo esitante lo spazio ancora bianco… avverto un ronzio alla testa… sento che questa volta avrò difficoltà di concentrazione.

Continuo a osservare lo spazio di scrittura ancora bianco… il ronzio continua, gli appunti stanno ancora lì, non li ho nemmeno rivisti.

Questa volta la ricerca ossessiva della razionalità dell’ordine ha avuto il sopravvento sulla caoticità del disordine. Ordine, disordine… l’eterno dissidio che alberga nella natura umana.

°°°°

*Con il racconto Dis-Armonie, Luisa Sanfilippo (Luisa G. Trovato) inizia la sua collaborazione a “Scenario”. Autrice, attrice e performer nell’ambito della post-avanguardia romana, ha pubblicato Il Divieto (1984), Cuori Semplici e intelletti lacerati (1997), Dora Maar (2010), Dis-Armonie (2013), Allegorie Teatrali (2015). Tra i numerosi riconoscimenti, il Premio ANCT Palermo 2008.

Autore: admin

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