Anna DI MAURO- Autunno a Parigi… (“Novembre” di Flaubert. Teatro del Canovaccio, Catania)

 

Lo spettatore accorto

 

 

AUTUNNO  A PARIGI

Foto di Andrea Valisiano

E in Sicilia con Flaubert- “Novembre”, regia di G. Scuto, al Teatro del Canovaccio

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Tratta dal romanzo  “Novembre”  di Gustave Flaubert, l’omonima pièce teatrale in cartellone
al Teatro del Canovaccio di Catania si apre  con un dolce  canto siculo a due voci.  Prima della storia parigina  un’altra storia,  di una Sicilia senza nome, che  sarà anche la chiusura di uno spettacolo che  è nostalgia di un passato e di una giovinezza che non torna più.

Romanzo della Jeunesse, “Novembre-  frammenti di uno stile qualsiasi” , fu  pubblicato nel 1842,  quasi autobiografico, quando gli umori carnali dello scrittore ventenne cercavano una via tra i sensi svegliati da un  eros appena scoperto, mentre i turgori del corpo invadevano la mente rendendola folle.

Scritto  in prima persona, in un chiaro intento di interiorizzazione di un’ esperienza autobiografica, nel finale Flaubert passa alla terza persona, evidenziando una sorta di confessione delle sue pulsioni fino all’incontro con Marie (al secolo Eulalie Foucaud), giovane prostituta che lo inizia ai misteri e alle gioie del sesso e che nella conclusione racconta al giovane la sua vita, prima di lasciarsi per sempre, utilizzando il clichè del ritrovamento del manoscritto, come era d’uso ai romanzieri dell’800 dal Manzoni in giù.

“ Amo l’autunno, triste stagione che si addice ai ricordi”. L’incipit del romanzo ci riporta
ad una atmosfera romantica , in contrasto apparente con la matericità dell’esperienza di Flaubert.
La breve “ Storia d’amore” è drammaturgicamente  ben resa  nella sua prorompente e delicata  fisicità  da Gianni Scuto,  che si mostra  regista attento e al tempo stesso intento  a trasporre la memoria di una  Parigi di demì Siecle  in una Sicilia mitica e arcaica senza tempo e senza verità,  dove il canto e la maschera donano simbolismi evocati e  sognati.

L’originale trasposizione si avvale di due giovani interpreti trepidanti e carnali che  giocano a fare l’amore, tra sentimenti cangianti e modulazioni di movimenti e suoni, in un’atmosfera ovattata e onirica, al confine tra un eros  quasi rituale e  gli “astratti furori”  di una giovinezza che si fa memoria e sogno.

Novembre
di Gustave Flaubert
Regia di Gianni Scuto
Produzione Thèatre du Gymnase e Teatro Gamma

Con   Elmo Ler e Loriana Rosto (nella foto, in alto)

Al Teatro del Canovaccio di Catania

Autore: admin

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