Alessandra FAGIOLI- Mino Argentieri, la sostanza e la forma


La memoria

 


MINO ARGENTIERI

Cinema: è morto il critico e storico Mino Argentieri

La sostanza e la forma

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Ho avuto la fortuna soprattutto in questi ultimi anni di intrattenermi a lungo con Mino in accalorate conversazioni telefoniche, in cui dibattevamo di tutto – attualità, politica, cultura – assai più interessati a commentare le sorti del mondo che non quelle più modeste del nostro vissuto. E sono sempre stata intrigata non solo dalla sua consueta lucidità nell’analizzare tante situazioni complesse o dalla sua precisione quasi chirurgica nell’andare a fondo di certi problemi, ma soprattutto dalla sua stupefacente proprietà di linguaggio, dalla sua abilità oratoria nell’argomentare temi anche molto difficili, con soluzioni anche sorprendenti dal punto di vista lessicale, sintattico, al ché talvolta mi incantavano più le articolazioni formali del suo discorso che non gli argomenti sottesi.

Appannaggio forse di un modo “antico” di commentare – raffinato, misurato, distinto – che si riconosceva ancor più nella sua scrittura, militante ed elegante insieme, in cui non si scorgeva mai un’incertezza, una sbavatura, una caduta di stile. Un modo di esprimersi quasi d’altri tempi che Mino ha sempre coltivato con gusto e costanza, quasi che proprio la forma potesse dare un’impronta più originale a quella sostanza tanto ricca, profonda, acuta che animava il suo eloquio. E proprio questi scambi di idee così articolati e pungenti mi hanno fatto capire che a dispetto dei tanti giovani che continuo a frequentare all’Università per lezioni ed esami alla fine sono proprio i padri, gli anziani, i vecchi che continuano ad avere qualcosa da dire.

Grazie Mino.

Autore: admin

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