Redazionale- Di scena: Il moderno Prometeo (“Mary Shelley e Frankenstein” di E. Bernard, con M. Fiore)

 

Segnalazioni

 

Teatro Lo Spazio Roma

via Locri 42, Roma (S. Giovanni) Tel.  06 77076486

MARY SHELLEY E FRANKENSTEIN

Ritratto di Mary Shelley dipinto da  Richard Rothwell (1840)

di Enrico Bernard  Regia di Melania Fiore

5a. stagione consecutiva   23 aprile ore 21

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Mary Shelley, nell’immaginario collettivo è legata alla creazione di quel formidabile racconto che è “Frankenstein, o il moderno Prometeo”, un mito della letteratura e poi del cinema che affonda le radici nella paura di una scienza maledetta e nel terrore del diverso. Enrico Bernard usa un altro e più sottile registro: Mary è la donna che evoca e condensa in un mostro le sue ossessioni interiori. E’ un po’ lei il dottor Frakenstein che sa comporre dai brandelli delle sue rovine e dai simulacri delle sue sofferenze una creatura-mostro, autonoma da lei e insieme a lei debitrice della vita.

Amore, passioni, traumi infantili, rovelli interiori e pause di illusorie serenità, morti e resurrezioni dell’anima. Bernard ha la rara abilità di saper far convivere racconto e poesia in un impasto singolare che si fa monologo interiore e ansia di esternazione, aspirazione a una vita “alternativa” e fuga dalla realtà. Melania Fiore una fine, duttile e intensa attrice, già adusa a far teatro ad una sola voce, ha portato in scena questo testo mirabile. E lo ha fatto con una drammaturgia ascetica e claustrofobica, giocando su poche note e pochi toni, su una corda sola  eliminando qualsiasi movimento scenico al di fuori di quello imposto dagli incubi e dei fantasmi da lei stessa suscitati.

Parole evocate e raccordi narrativi prendono corpo solo attraverso le voci “fuori scena” ottimamente interpretate da Aldo Emanuele Castellani. Forse per Melania la prova d’attrice più ardua e difficile, una vera e propria sfida. Ma in questa regia austera la sua interpretazione prende luce.

(da una recensione di Leandro Castellani)

Autore: admin

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