Francesco NICOLOSI FAZIO- Un calcetto al merito (e Poletti legalizza la raccomandazione)


Lo stato delle cose*



UN CALCETTO AL MERITO

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Con Poletti legalizzata la raccomandazione

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“Con quella faccia può dire ciò che vuole!” Per molti versi i politici di oggi ci riportano indietro agli anni ’60, epoca della pubblicità con Virna Lisi. Abbiamo già citato il ministro del lavoro come esempio di intervento su una brutta “facciata”, in analogia a certi prospetti errati per cui i progettisti cercano di dare rimedio con rampicanti e, più recentemente, con boschi verticali.

L’ultima uscita del ministro suggerisce ai giovani: “Invece di inviare curricula, andate a giocare a calcetto”. Il tragico è che il ministro non si poneva come scopo la salute dei giovani, ma la “dritta” è nella possibilità che, giocando a calcetto ed allargando il giro delle amicizie, si aumentano le possibilità di inserimento, tramite raccomandazioni. Ovviamente quei testardi che inviano ancora il loro curriculum, per essere assunti, finiranno tutti all’estero, in cui, come ha già sancito il ministro: “E’ meglio che restino, per non averli in mezzo ai piedi”. Quei pazzi che credono ancora nel merito.

Il fatto è così squallido che potremmo astenerci da qualunque commento, anche per non essere inglobati tra i populisti e/o amici dei “cinque stelle”. Invece vogliamo commentare in quanto ci poniamo il problema di come un simile ministro avrebbe potuto resistere un minuto in un’amministrazione (anziché cinque stelle) “Stelle e strisce”. Anche con un tipo estemporaneo come Trump, negli USA nessuno si potrebbe permettere di sfottere il merito. Di peggio fece solo Berlusconi quando alle donne disoccupate suggeriva: “Sposatevi un uomo ricco!”.

La logica della raccomandazione e dell’appartenenza ha rovinato definitivamente l’Italia, che si sta disgregando in un sistema semi-feudale dove il metodo mafioso è l’unico elemento unificante i vari gruppi di potere. Rimpiangiamo i partiti della primissima repubblica, che erano luogo di confronto libero e di nascita di idee e programmi. Oggi i partiti non ci sono più, l’ultimo a scomparire sarà il PD, mentre pare che in parlamento siamo arrivati al numero di 28 (ventotto) sigle di movimenti diversi, che hanno letteralmente il problema di inventarsi nuovi nomi, in quanto quasi altrettante sigle giacciono depositate ed inutilizzate presso i tribunali. Ovunque la logica dell’appartenenza porta al degrado morale, mentre chi la applica è assurdamente convinto di operare in modo utile e “moderno”.

Nella gravità del momento crediamo invece nell’impegno e nel confronto, crediamo nelle proposte e nel dibattito, crediamo nella forza delle buone idee che possono salvare ancora la democrazia in Italia


*L’autore è esponente della Lebera Associazione Ingegneri

Autore: admin

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