Teatro Niccolini, Firenze- 2829 marzo, Maddalena Crippa in “L’allegra vedova”. Regia di B. Stori

Teatro Niccolini di Firenze

28 – 29 marzo, ore 21

Parmaconcerti e Compagnia Orsini

Maddalena Crippa

L’ALLEGRA VEDOVA

Cafè chantant

rielaborazione testo originale di Victor Leon / Leon Stein

a cura di Bruno Stori e Maddalena Crippa

arrangiamento musiche originali di Franz Lehár

a cura di Giacomo Scaramuzza

e con Giampaolo Bandini (chitarra), Giovanni Mareggini (flauto e ottavino), Mario Pietrodarchi (fisarmonica), Federico Marchesano (contrabbasso)   Regia Bruno Stori

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Al Teatro Niccolini di Firenze martedì 28 e mercoledì 29 marzo, ore 21, Maddalena Crippa racconta la storia e interpreta le canzoni de La Vedova Allegra, evocando con leggerezza e divertimento le atmosfere dei cabaret berlinesi e dei cafè chantant parigini. Regia di Bruno Stori.

L’Allegra Vedova, questo il titolo dello spettacolo, abita uno spazio essenziale ed è accompagnata da un prezioso ensemble strumentale, un quartetto composto da Giampaolo Bandini (chitarra), Giovanni Mareggini (flauto e ottavino), Mario Pietrodarchi (fisarmonica), Federico Marchesano (contrabbasso).

“L’Allegra Vedova è una fiaba a tempo di valzer – afferma Maddalena Crippa – e il valzer, si sa, provoca il rilascio delle endorfine, le molecole della gioia e dunque lo spettacolo è un formidabile anti-stress, che non è poco”.

Il 30 dicembre del 1905 La Vedova Allegra trionfa al teatro An-der-Wien. Il successo è clamoroso e inarrestabile. Da allora è l’opera musicale più rappresentata al mondo. Maddalena Crippa si definisce un’attrice prestata alla canzone. E non sbaglia. Nella sua lunga carriera, iniziata a 17 anni con Strehler ne Il Campiello di Carlo Goldoni, ha lavorato anche con Marcucci, Ronconi, Antoine Vitez, Castri, Peter Stein.

Ma la sua seconda anima è sicuramente quella musicale che le ha permesso di alternare i grandi personaggi di Shakespeare, Dostoevskij, Goldoni, Marivaux, Brecht a recital vitali e coinvolgenti, imperniati su epoche musicali diverse. È con questo spirito scanzonato che Crippa affronta L’Allegra Vedova – Cafè chantant al Teatro Niccolini di Firenze martedì 28 e mercoledì 29 marzo, ore 21, dimostrando, ancora una volta, la sua versalità, il suo essere grande interprete di testi potenti e al tempo stessa brillante cantante.

Nella doppia veste di narratrice e cantante arriva sul palco rovesciando il titolo della creazione musicale di Franz Lehár e, prendendo in prestito le atmosfere dalla Belle Époque, propone un percorso nel teatro musicale all’insegna della qualità e della varietà. Con la rielaborazione del testo originale curata da lei stessa e da Bruno Stori (anche regista), è accompagnata per l’occasione da un quartetto composto da Giampaolo Bandini (chitarra), Giovanni Mareggini (flauto e ottavino), Mario Pietrodarchi (fisarmonica) e Federico Marchesano (contrabbasso).

Prende così forma la storia di Hanna Glavari, giovane vedova di un banchiere, cui tocca a tutti i costi risposarsi con un compatriota perché altrimenti lo stato di Pontevedro andrebbe in rovina. S’intendeva, nel 1905, lo staterello balcanico del Montenegro, che faceva parlare di sé con scandali di ogni genere. Una produzione Parmaconcerti e Compagnia Orsini.

“Il successo de La Vedova Allegra – afferma Maddalena Crippa – è certamente da attribuire al fatto che si tratta di una sorta di prodotto comunitario europeo ante litteram. Non è soltanto la musica di Franz Lehár (Heinrich Eduard Jacob, biografo di Johann Strauss, l’ha definita una “vera e propria musica mattutina, fresca come rugiada”) amabile e al tempo stesso scintillante d’ironia, a farla apparire, dopo più di cent’anni, ancora così frizzante e recente; in essa aleggia il fantasma dell’operetta offenbachiana, nella quale “l’assurdità è talmente ovvia che non sfida mai l’intervento della ragione”, come affermava compiaciuto Karl Kraus”.

Maddalena Crippa dà voce ad Hanna Glavari, personaggio sensibile e malinconico, ma anche a quello dello scapolo Danilo e, tra parole e musica, evoca con leggerezza e divertimento il clima dei cabaret berlinesi e dei café chantant parigini. Un viaggio musicale di un’artista che ha tracciato un percorso nel teatro-musicale a cominciare da Canzonette vagabonde, dal repertorio italiano degli anni ‘20 e ‘30, a seguire poi con Sboom; poi le canzoni degli anni ‘60 da Paolo Conte, a Tenco, Jannacci, De André; e ancora con A sud dell’alma, dedicato ai grandi interpreti latino americani, E pensare che c’era il pensiero di Gaber e Luporini; senza dimenticare le interpretazioni di Irma la dolce (produzione Rai), Schonberg Kabarett, Pierrot lunaire, L’opera da tre soldi, nel doppio ruolo di Jenny e Polly, Femmine fatali (produzione Festival di Salisburgo), fino al più recente Italia mia Italia, una dedica spassionata al nostro Paese.

“Che cosa si nasconde dietro il successo di quest’operetta? Che cosa c’è di così appagante per il pubblico che da oltre un secolo affolla i teatri per applaudirla? – si domanda Maddalena Crippa – la risposta è molto semplice: è una fiaba a tempo di valzer e il valzer, si sa, provoca il rilascio delle endorfine, le molecole della gioia e dunque è un formidabile anti-stress, che non è poco”.


*Ufficio Stampa a cura di Mattea Brighenti

Autore: admin

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