Francesco TOZZA – Il teatro che non risponde (”Io so e ho le prove” di e con G. Meola – al T. Don Peppe Diana, Napoli)

 

Il mestiere del critico

 

 

 

IL TEATRO CHE NON RISPONDE


Io so e ho le prove di e con Giovanni Meola


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Teatro d’inchiesta o di denuncia, teatro civile, teatro politico: la terminologia, varia e molteplice, serve a indicare un filone di ricerca, comunque un percorso ancora abbastanza battuto, dai Greci (sempre loro!) in poi, caratterizzante un linguaggio che – poggiando per statuto, si direbbe per vocazione, sull’incontro diretto fra esseri viventi (il celebre hic et nunc) – non può prescindere dal confronto, dalla discussione, quindi dal bisogno di trattare i problemi della comunità che li esprime.

Questo bisogno a volte si è fatto più impellente, quindi più esplicito; altre volte è rimasto come in ombra, focalizzando piuttosto psicologie individuali che problematiche collettive. Ma la storia del teatro, nelle sue svariate forme, ha sempre costituito il doppio della società che l’ha espresso, lo specchio di Amleto offerto alla natura nonché alla fenomenologia dei suoi comportamenti.

Nei momenti migliori la discussione e il confronto delle idee si sono avvalsi anche di più corposi, quando non addirittura di più raffinati, sistemi di comunicazione: non si è trattato solo di appello alla razionalità politica, all’impegno civile, ma si sono create ulteriori condizioni per il c.d. godimento spirituale; e si è parlato, magari con pudore, prudenza o parsimonia, di ennesime secrezioni del genio artistico.

Altre volte il palcoscenico ha sostituito il pulpito, o la tribuna politica, magari divenendolo a suo modo esso stesso; si è perso qualcosa sul piano c.d. artistico, non sempre ci si è avvantaggiati su quello della conoscenza e della soluzione politica dei problemi.

L’importante è, forse, non perdere l’abitudine, se non altro, a porci le domande sui veri, grandi problemi che le società in cui viviamo continuamente ci pongono, per non chiuderci nella sempre pericolosa cella della nostra particolare individualità: monadi fra monadi, senza porte né finestre, in un universo senza armonia prestabilita, dal momento che quell’armonia può solo essere fragile, contingente, comunque frutto di un agire comune, razionale, mosso da effettiva solidarietà.


Queste riflessioni ci tornavano in mente all’uscita da teatro, giorni fa (in quel di Portici, dal teatro don Peppe Diana), dopo aver assistito allo spettacolo di Giovanni Meola Io so e ho le prove, tratto dal libro omonimo di Vincenzo Imperatore: un pamphlet sugli inganni del sistema bancario che l’attore, un arguto Giovanni Meola (con leggeri interventi musicali di Daniela Esposito), ha portato in scena, facendo del suo meglio per rendere drammaturgicamente plausibili, o scenicamente validi, suggerimenti, riflessioni, emblematiche rivelazioni ivi contenute. Le quali, tuttavia, solo il dibattito con l’Autore, aperto dopo lo spettacolo, ha reso meglio fruibili e per buona parte del pubblico effettivamente interessanti.

E il teatro!? Anche per chi, come il sottoscritto, ha sempre combattuto ogni assurda e mistificante ontologia in proposito, resta più di un dubbio sul coefficiente teatrale di simili operazioni, a non dire della loro stessa valenza informativa e didattica, se non seguite – appunto – dal più esplicito dibattito del dopo spettacolo.

Il quale, ridotto (nello specifico) a un rapido corso di formazione finanziaria, al di là delle buone intenzioni, ma anche delle possibili strumentalizzazioni di una sempre più pervasiva – certo comprensibilissima – antipolitica, ha lasciato senza risposta le domande fondamentali, quelle che ormai – con sempre maggiore insistenza – chiedono un progetto. Si potrebbe dire, parafrasando il titolo del lavoro, a questo punto solo epidermicamente pasoliniano: “Ormai sappiamo, abbiamo le prove; ma cosa fare, come agire?!”.

Per una società migliore (non certo perfetta). E per un teatro autenticamente politico.

 

Io so e ho le prove

testo e regia di Giovanni Meola

(dall’omonimo libro di Vincenzo Imperatore)

con Giovanni  Meola e Daniela Esposito

Teatro don Peppe Diana, Portici (Napoli)

Autore: admin

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