Francesco NICOLOSI FAZIO- Agorà. Cassa eo Caste

 

Agora

 


 

 

CASSA E/O CASTA

Palazzo della Consulta Roma 2006.jpg

Ricorso alla Corte Costituzionale

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Lo Stato italiano, nell’ultimo quinquennio, ha regalato alle banche straniere, causa i famigerati “derivati”, 23,5 miliardi di euro (€. 23.500.000.000), corrispondenti a circa dieci finanziarie. I contratti (peraltro segreti) sono molto convenienti per le banche: se va bene va bene per tutti, se va male, lo Stato paga pegno, vedi sopra. Lo strano è che, con la grande quantità di esperti all’interno (anche i ministri stessi) lo Stato si è fatto sempre buggerare dalle grandi banche straniere, quasi fosse la celeberrima e sprovveduta “Casalinga di Voghera”. Ciò questo nonostante i nostri economisti di Stato sono spesso dei grandi banchieri. Diceva Proust: “I nonostante sono dei perchè misconosciuti”. Fa riflettere che molti politici italiani, ed europei, sono stati poi assunti dalle stesse banche straniere, proprietarie anche di società di rating, quelle che scrivono le pagelle agli stati.

Anche le Casse previdenziali dei professionisti si sono a volte impelagate in acquisti di “Derivati”, investimenti ad alto rischio. Altre hanno acquistato palazzi all’estero, forse per riporvi i denari versati dagli iscritti. In realtà quasi nessuno dei professionisti, iscritti in ogni tipo di Cassa, riuscirà mai  a riprendere quanto versato a questi enti privati, neanche la sorte capitale. In paragone qualunque investimento assicurativo avrebbe consentito al singolo iscritto di riprendere il versato, oltre interessi, avendo, per tutto il periodo dei versamenti dei premi, pure una assicurazione sulla vita. Oggi invece molti professionisti, che hanno avuto problemi seri di salute, non sono riusciti ad avere riconosciuta l’invalidità ed il diritto ad un indennizzo, in spregio dell’art. 2 della Costituzione. Parliamo di casi eclatanti come: sclerosi multipla, tumori, paraplegia, oltre a qualunque infortunio agli arti superiori. Da poco viene riconosciuto alle professioniste il diritto alla maternità.

Altra mostruosità è determinata dall’obbligo del contributo minimo. Non esiste Cassa che, in deroga agli artt.23, 36 e 53 della costituzione, non pretenda il versamento di migliaia di euro l’anno, anche a fatturazione zero. Il colmo lo si raggiunge con i pensionati che vogliono ancora lavorare, obbligatorio il contributo minimo, che non riprenderanno se non in quote meno che simboliche.

Peggio di tutti va ai professionisti pubblici che se, per qualunque motivo, hanno versato somme alla Cassa, sono obbligati ad onerosissimi e fantomatici “ricongiungimenti”, per ottenere  cifre irrisorie. Una sorta di buco nero dove si può vedere quello che entra, ma mai si saprà dove finisce.

All’interno di una raccolta complessiva di alcuni miliardi di euro fanno poco rumore alcune spese che, nelle sedi politiche, fanno gridare contro la casta. Il meccanismo dei “Delegati Provinciali Cassa” determina, oltre ad una pletora di professionisti, oneri per “rimborsi spese” pari a decine di milioni di euro l’anno, per mantenere coloro che sono considerati i “peones” delle casse. I delegati stessi, per motivare i loro modesti risultati, parlano di poca incisività del loro ruolo in quanto “siamo centinaia!” ed operare è difficile. Salendo di livello di potere, va segnalato che alcuni dirigenti di Casse Professionali sono stati cooptati in organismi finanziari nazionali. Non al punto del sistema delle “porte girevoli” tra Stato e banche, forse perché le porte girevoli potrebbero intasarsi con le centinaia di “Delegati Cassa”.

Un ricorso alla Corte Costituzionale diviene una scelta di Libertà, anche perché l’art. 38 della costituzione prevede espressamente che “L’assistenza privata è libera”.

Autore: admin

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