Franco LA MAGNA- Cinema, Recensioni brevi (“Dopo l’amore, “Il cliente”)


Cinema   Recensioni brevi

DUE FILM RECENTI

 


“Dopo l’amore” un film di J. Lafosse

Dopo l'amore


Eccolo, immancabile, nella gragnola irrefrenabile degli amori infranti, il consueto film sull’ennesima separazione in trasferta sul grande schermo. Le ubbìe, la rabbia, i provvisori ritorni di fiamma, le recriminazioni, gli odi repressi, le schermaglie, le liti, i figli (in questo caso due bimbette) testimoni muti e impotenti dell’inconciliabilità dei genitori.

Non manca nulla nell’ultimo psicodramma familiare del regista belga Joachim Lafosse, “Dopo l’amore”, che procede e chiude come chiunque abbia vissuto una separazione sa bene, vale a dire evitando il miracolistico quanto improbabile e stucchevole happy end, mostrando viceversa non soltanto la facilità (per quanto tormentata) con cui oggi una coppia si separa, ma altresì i penosi strascichi finanziari che inevitabilmente accompagnano ogni fine del rapporto di coppia. Ottima, sofferta, performance dei due attori protagonisti Bérénice Bejo e Cédric Kahn.

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“Il cliente”, un film di A. Farhadi

 Il cliente


Con la solita superficialità, imprecisione e fuorviante informazione, molti siti internet (spesso l’uno fotocopia dell’altro in un’infinita iterazione) assegnano a “Il cliente” dell’iraniano Asghar Farhadi (in Italia noto soprattutto per “Una separazione”) un “liberamente tratto” da “Morte di un commesso viaggiatore”, il noto dramma di Arthur Miller. In realtà i coniugi protagonisti del film si limitano a mettere in scena l’opera di Miller e, compiendo tale operazione, il regista ne sottolinea probabilmente un parallelismo sociologico – metafora non proprio limpidissima su un paese teocratico ancora immerso in un oscurantismo medievale – mentre assolutamente diverso è lo sviluppo narrativo della vicenda.

Singolare capovolgimento vittima-carnefice, poi carnefice-vittima, per quanto per intervento esterno (il marito vendica la moglie aggredita e ferita nel suo bagno, rintracciando l’aggressore ed umiliandolo fino a provocare conseguenze estreme) “Il cliente” appare, tuttavia, abbastanza incongruo proprio sotto l’aspetto narrativo, dilatando anche a dismisura i tempi della “vendetta”, rendendo l’opera inutilmente ansiogena e in definitiva irrisolta sul piano dei tormentati rapporti personali.

Già premiato a Cannes per una sceneggiatura senza particolari pregi e adesso in corsa per l’Oscar come miglior film straniero. Ma qui, forse – come spesso avviene – le ragioni politiche tendono a prevalere su quelle estetiche. Interpreti: Shahab Hosseini,  Taraneh Alidoosti, Babak Karimi, Farid Sajadi Hosseini, Mina Sadati.

Autore: admin

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