Marco CAMERINI – Epifanie, fiori e puntini sospensivi (sei racconti di Katherine Mansfield)

 


Il mestiere del critico


 

EPIFANIE, FIORI E PUNTINI SOSPENSIVI: SEI RACCONTI DI KATHERINE MANSFIELD


Raccolta in volume una scelta di racconti della scrittrice neo-zelandese composti negli anni ‘20.

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“Breve la vita (in)felice” di K. Mansfield (1888-1923: chi ne vuole ripercorrere le fasi legga La figlia del sole di Nadia Fusini, Mondadori, 2012), autrice di straordinari racconti brevi ammaliata da Cechov e sodale, al di là dell’appartenenza o meno al Modernismo, di V. Woolf, Lawrence e Proust. I sei appena ripubblicati nella raccolta La festa in giardino e altri racconti inducono a riflettere su un aspetto mai, ci pare, rilevato della sua attualissima e suggestiva prosa: il ricorso sistematico ai puntini di sospensione (180 in meno di 100 pagine) che in lirica – e quello della scrittrice è uno stile lirico – non assumono semplicemente valore di reticenza ma (a partire da Pascoli, che ne ha fatto un segno di assoluto rilievo formale) di “sospensione espressiva”. Per quest’ultima, sempre segnalata in genere da tre punti […], si deve parlare di “reticenza apparente” o “falsa reticenza” poiché non risulta immediatamente comprensibile quanto viene omesso.

Di più: il poeta/scrittore non intende tacere nulla, se ci si riferisce ad un concetto compiuto o ad un messaggio univoco, ma apre una gamma di potenzialità interpretative la cui decodificazione – ammesso esista – comporta il coinvolgimento critico diretto del lettore.[1] Scialli, lampade, fiori (frequenti: fresie, ranuncoli, magnolie, violette, gigli, calle, primule, more karaka), soprattutto lettere – attese, mai giunte, forse mai scritte – costituiscono, nei fulminei, intensi testi della scrittrice, joyciane, minimaliste epifanie di un’esistenza il cui senso ultimo sfugge ai personaggi e rimane al di fuori del discorso narrativo, nascosto, semmai, proprio nel “non detto” dei puntini di sospensione, disseminati in una descrizione vibrante e delicatissima di ambienti (per lo più esterni) e persone ricca di raffinate nuances cromatiche: dall’azzurro conchiglia al verde spinacio, dal lillà all’arancione calendula/albicocca/ambra sino all’immancabile, decadente color oro.


Così ne La festa in giardino le pause grafiche alludono a un sentimento tragico della vita (adombrato sin dall’esemplare incipit “In fin dei conti il tempo era perfetto”) in cui la morte si affaccia sinistra, proietta un’ombra sulla vacua spensieratezza di aristocratiche adolescenti e impone i primi, angosciosi interrogativi, anche sulla insulsa gratuità dei conflitti di classe; in Qualcosa di infantile ma molto spontaneo celano il timore angoscioso che il desiderio possa inquinare e sconvolgere la spontaneità sognante di un amore assoluto e infantile…assoluto “perché” infantile (forse il “vero paradiso” è, leopardianamente, l’attesa della felicità?); e in Miss Brill scandiscono l’impossibilità/incapacità della protagonista, flaubertiano “cuore semplice”, di aderire alla vita se non attraverso la rassegnata osservazione di quelle altrui.

Certo è che l’esistenza, per la Mansfield, non può né deve ridursi a una edenica Casa delle bambole (splendido il racconto dove, come nel primo, sono gli adolescenti a gettare il cuore al di là di assurdi steccati sociali), il Veleno dell’ipocrisia, del tradimento e della colpa intossica i legami sentimentali ma è inevitabile assumerlo (semmai tentando di imitare il mitico Re del Ponto) mentre, alla fine, in “un’oscurità piena di domande in cui la passione rovina tutto” e la comunicazione risulta precaria (“Perché parlare?… Quello che c’è non è abbastanza?…”, p. 96) è la “scrittura psicologica” a candidarsi come provocatoria, terapeutica scommessa per sondare, se non comprendere, la nevrosi delle relazioni quotidiane (cfr. il programmatico racconto conclusivo Psicologia). Con quel tanto che rimane solo vagamente accennato o del tutto inespresso…

1)       Cfr. in proposito M. Camerini, Elementi di retorica e stilistica (con saggi di analisi testuale), Roma, Graphisoft, 2016 [II ed.], pp. 46 e 67-78.

 

Katherine Mansfield

La festa in giardino e altri racconti

Mattioli 1885

pp.106, € 9,90


Autore: admin

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